Una prostituta dell'Europa dell'est è stata condannata per aver ricattato l'amante, minacciandolo di rivelare la loro relazione alla moglie. La donna non ha impugnato il decreto d'accusa emesso tempo fa dal procuratore pubblico Amos Pagnamenta per fatti accaduti nel Locarnese una sera di fine agosto 2011, quando la donna, con altre persone e in cambio del suo silenzio, ha preteso dall'uomo 20'000 franchi. La vittima, un cittadino straniero, ha però denunciato il tutto. L'inchiesta ha portato al suo arresto, nonché ad un altro decreto, impugnato, nei confronti di un ticinese residente nel Sottoceneri. L'imputato è comparso mercoledì scorso davanti al pretore Siro Quadri.
Il processo
La vicenda, simile a quella avvenuta nel Luganese , è emersa durante il processo a carico del sottocenerino. L'uomo, coinvolto con l'inganno nella spedizione di quella sera, era accusato di tentata estorsione come gli altri protagonisti. Stando all'accusa, che chiedeva una condanna a 85 aliquote sospese (6'800 franchi), sarebbe stato complice. In aula è però stato assolto: 'Non c'era intenzionalità e correità', ha evidenziato il giudice, credendo a quanto sostenuto dall'imputato. "Conoscevo solo una persona di quelle quattro. Mi ha detto che aveva bisogno di me per spiegare a qualcuno che non doveva importunare una giovane a lui cara", ha precisato al processo. L'imputato è anche stato assolto dal reato di vie di fatto (per il pp aveva sferrato una sberla all'amante fedifrago).
Da.Pa.





