“Siamo all’ultimo chilometro, anche se in salita”. Così il presidente della Corte oggi in apertura del processo per l’omicidio di Zalende.
Complice la reticenza di alcuni testi grigionesi e la paventata richiesta di rogatoria, i tempi per il processo di Brusio si allungano a dismisura. Fissate infatti udienze fino a metà febbraio. Troppi ancora i nodi da sciogliere. A cominciare dalla testimonianza dell’ex autotrasportatore poschiavino - arrestato e poi rilasciato in Svizzera dove è ancora indagato - che per essere a Sondrio vuole una sorta di lasciapassare.
Il Tribunale oggi ha ribadito che su di lui non pende alcun ordine di arresto, né di richiesta in tal senso, ma che risulta co-indagato assieme al moldavo Ruslan Cojocaru (presunto killer) e al valtellinese Ezio Gatti (presunto organizzatore del delitto). I reati sono gli stessi per i quali oggi si è a processo: concorso nel duplice omicidio aggravato dall’efferatezza, detenzione illegale e porto illegale di armi da sparo. L’uomo riceverà quindi per iscritto tutte le rassicurazioni del caso, del resto, trattandosi di un cittadino svizzero, potrebbe essere giudicato oltre confine solo se il ministro della Giustizia italiana lo ritenesse un caso di rilevanza nazionale.
Valutata la richiesta del legale dei Ferrari
Il Tribunale di Sondrio si è anche espresso sulla richiesta di sentire l’avvocato della famiglia dei coniugi Ferrari, Giampiero e Gabriella, freddati negli uffici della loro azienda tre anni fa (domani peraltro ricorre il triste anniversario). Il loro legale – come noto – intende avvalersi del segreto professionale, ma le difese lo vogliono a Sondrio a tutti i costi, in quanto potrebbe riferire di una lista di nomi consegnata agli inquirenti elvetici nella quale vengono indicate persone che avrebbero avuto conti in sospeso con le vittime. E c’è poi la questione della lettera minatoria da lui ricevuta che sembra sostenere una “pista dell’Est”: “Tu sarai il prossimo”, recita la missiva firmata “i bulgari”.
La Corte, dopo una lunga camera di consiglio, ha deciso di ammettere la testimonianza dell’avvocato, ma solo per fatti estranei al vincolo fiduciario.
Una lista di domande per la rogatoria
Si potrebbe invece sentire per rogatoria uno dei quattro testi che oggi non si sono presentati in aula. Ma su questo punto il Tribunale si è riservato, chiedendo all’avvocato del moldavo Ruslan Cojocaru di stilare le domande da fare al teste.
Se non saranno ritenute pregnanti, la richiesta verrà rigettata. Il Tribunale sembra infatti orientato a voler evitare trasferte inutili ai poschiavini: uno di loro, oggi ha atteso tre ore prima di essere liquidato in pochi minuti.
La prossima udienza il 4 dicembre
Si torna in aula il 4 dicembre con un consulente fondamentale per la difesa e si tornerà a parlare di celle telefoniche questa volta per smontare la tesi dell’accusa che vuole i due imputati a Brusio o nelle immediate vicinanze.
Antonia Marsetti









