Ticino e Grigioni

Processo di Brusio, "un'udienza inutile"

La difesa ha fortemente criticato la testimonianza dell'agente della polizia grigionese che ha esaminato i tabulati telefonici dei coniugi Ferrari

  • 18.12.2013, 18:21
  • 4 maggio, 12:37
La corte di Sondrio

La corte di Sondrio

  • foto d'archivio

“Un’udienza inutile”: così l’ha definita la difesa, criticando la scarsa collaborazione in aula dell’agente della polizia cantonale grigionese convocato oggi, mercoledì, a Sondrio per riferire della relazione da lui redatta sui contatti telefonici delle vittime con cellulari italiani.

Era palpabile, al termine dell’ennesima udienza per far luce sul delitto di Brusio – l’ultima per il 2013 – la delusione di Rossella Sclavi, avvocata del moldavo 31enne Ruslan Cojocaru, ritenuto il presunto killer dei coniugi Gianpiero Ferrari e Gabriella Plozza e sotto processo con il valtellinese 42enne Ezio Gatti.

L’agente era stato fortemente voluto in aula dalle difese per riferire dei risultati delle indagini effettuate dalla polizia grigionese sui tabulati telefonici dei Ferrari, ma nonostante le domande insistenti dell’avvocato (per sapere con chi i due coniugi fossero in contatto, se avessero telefonato ai due imputati nei giorni prima del delitto, a che risultati hanno portato le intercettazioni telefoniche cui furono sottoposti alcuni indagati) il teste si è limitato a dire di aver svolto un’attività tecnica e di averla consegnata ai superiori. Nulla più.

Dunque resta, almeno per ora, un mistero a che cosa si riferisse quando – nella sua relazione – parlava di “interessanti contatti telefonici” delle vittime.

"Il teste non è stato in grado di illustrare quelli che sono i risultati dell’attività da lui svolta sui telefoni cellulari delle vittime – ha dichiarato senza mezzi termini Rossella Sclavi –, quindi non è stato praticamente di nessuna utilità ai fini processuali. Valuteremo se richiedere ulteriori approfondimenti alla Polizia cantonale in seguito”.

Prossima udienza a metà gennaio

Si tornerà in aula il 15 gennaio. Per quella data sono stati convocati l’autotrasportatore poschiavino – indagato in Italia e in Svizzera per il delitto e per altri reati di natura fiscale – e l’avvocato della famiglia Ferrari, destinatario di almeno una lettera anonima con minacce di morte. Il professionista ha annunciato di volersi avvalere del segreto professionale. Se non si presenteranno in aula, allora la difesa chiederà rogatoria per farli interrogare dalle autorità elvetiche. Sempre il 15 gennaio verrà sentito come consulente di parte un criminologo forense. Citato anche un poschiavino che potrebbe introdurre nuovi elementi riguardo a quanto avvenne il giorno del delitto.

Antonia Marsetti

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  • Il servizio di Antonia Marsetti

    RSI Info 18.12.2013, 18:56

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