I presidenti di Lugano e Locarno, Angelo Renzetti e Stefano Gilardi, unitamente al giornalista del Corriere del Ticino Marcello Pelizzari si sono soffermati a Sport Non Stop sul futuro prossimo della Challenge League e delle squadre ticinesi impegnate nel torneo.
Il numero uno delle Bianche Casacche si è detto “preoccupato per l’interesse che è andato scemando sul finire del campionato. Probabilmente abbiamo scelto (noi e la Lega) una formula sbagliata. La funzione della ChL, che dovrebbe essere quella di dare spazio ai talenti svizzeri, viene meno. Con così poche squadre si è alzato il livello economico e nessun club ha presentato in Lega un piano di risanamento delle spese”. A suo modo di vedere bisogna “rivoluzionare la formula che è inadeguata per il livello svizzero” aggiungendo che “bisognerà comunque unire le forze in Ticino per avere una squadra di alto livello senza però annullare le realtà territoriali che devono persistere”.
Angelo Renzetti, presidente del Lugano, punta invece su due sole squadre di riferimento: “Dopo l’esperienza di quest’anno si potranno fare degli accorgimenti alla formula per rendere il campionato più attrattivo. La Lega dovrebbe concedere maggiori risorse economiche alla categoria se si vuole far crescere e diventare importante il torneo. Il Ticino è un piccolo territorio, bisognerà concentrarsi su delle squadre di riferimento per fare calcio. Il Lugano farà comunque il passo secondo la gamba in virtù delle risorse disponibili, cercando di fare un salto di qualità. Il calcio lo si fa per avere dei risultati e non per fare dell’assistenza sociale”.
Il giornalista del Corriere del Ticino Marcello Pelizzari fa anch’esso il punto sulla situazione del calcio ticinese: “Il livello in ChL si è abbassato ma è anche vero che per poter giudicare la situazione occorrono dai tre ai cinque anni: è ancora presto per dire che la formula è un fallimento. La qualità delle squadre ticinesi si è un po’ dispersa in ChL, avendone quattro. Il campionato ha perso interesse nel finale e stiamo ora assistendo a partite di liquidazione. La logica suggerirebbe di creare una squadra ticinese con dei ticinesi ma bisognerà avere una certa programmazione. In effetti i noti problemi del Bellinzona e la riduzione del budget del Lugano potrebbero significare la fine del calcio ticinese”.
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