A Lugano sono stati celebrati due processi nei confronti di altrettanti “pirati della strada”. Due casi di grave eccesso di velocità, che ci permettono di fare il punto della situazione sulla sicurezza delle strade in Ticino.
Il primo caso, il più grave, riguarda un automobilista di 35 anni beccato a 131 all’ora - con l’auto truccata - dove il limite era di 50 km/h. A Muzzano ha effettuato un sorpasso, ha centrato un’automobile che arrivava in senso contrario e poi si è scontrato con un’altra. Un’incidente che ha portato al ferimento di diverse persone e per questo è stato condannato - con rito abbreviato, dunque senza discussioni in aula - a 20 mesi di carcere, sospesi con la condizionale.
Nove mesi sospesi invece all’automobilista - di 24 anni - che andava a 142 km/h sugli 80 km/h, beccato da un radar sulla forca di San Martino. Niente feriti per lui, ma l’aver superato di 60 chilometri orari il limite è comunque un reato tanto grave da portare a un processo e a una condanna penale. Questi sono due esempi di gravi infrazioni stradali. Ma quanto sono frequenti? SEIDISERA lo ha chiesto a Renato Pizolli, portavoce della polizia cantonale e responsabile del progetto Strade sicure.
Si parte da questa domanda: quanti sono i “pirati della strada” in Ticino?
“Va fatta una premessa: questi sono casi gravissimi. Sono casi nei quali - afferma Pizolli - viene riscontrata una gravità tale da mettere in pericolo l’incolumità delle persone. Le cifre che abbiamo in Ticino sono piuttosto elevate e abbastanza costanti nel tempo. Nel 2025, tuttavia, abbiamo notato un leggero aumento rispetto al 2023: 31 casi contro 25. Nel 2024 c’era invece stata una contrazione: i casi erano 15”.
In Svizzera si è andati a votare ed è stato deciso un inasprimento delle pene: nel corso degli anni com’è il trend?
“Le cifre ci dicono che c’è ancora un problema. E probabilmente è anche di percezione. Con veicoli sempre più solidi, sempre più sicuri, sempre più performanti per correggere eventuali sbavature nella guida, le persone possono avere una percezione della velocità che sottovaluta il rischio”.
Valutare l’efficacia delle misure non tocca tanto alla polizia quanto piuttosto al legislatore. La polizia opera sul campo, secondo voi il messaggio è passato? Le persone sembrano aver capito che in Svizzera la legislazione è diventata più severa e che per eccessi alla guida si rischia una condanna penale? Oppure ci sono ancora persone che dicono: “Ah, non lo sapevo, mi aspettavo una multa...”?
“Le persone - prosegue Pizolli - sanno a cosa vanno incontro. Ma spesso quello che succede è che nel momento in cui arrivano alla cassa, quando cioè si trovano di fronte alla sentenza, questa appare molto più severa di quello che auspicavano”.
Nel 2025 c’è stato un aumento o una diminuzione degli incidenti, dei morti o dei feriti?
“In Ticino - conclude Pizolli - gli incidenti con esito letale, che erano 19 nel 2024, ovvero un numero decisamente importante, si sono contratti e nel 2025 sono stati 13. È un numero ancora significativo, preoccupante, ma comunque in diminuzione rispetto all’anno prima. I problemi che si riscontrano in Ticino, ma anche a livello svizzero, sono quelli della velocità, dell’alcol alla guida e della distrazione, che troppo spesso è sottovalutata”.








