Arte e Spettacoli

Valchera’s, la storia dell’emigrazione ticinese a Londra

Lo spettacolo nato per i 150 anni dell’Unione Ticinese di Londra approda al Sociale di Bellinzona e al Paravento di Locarno

  • Un'ora fa
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Di: Charlot/EBo 

Non solo California e New York: anche Londra è stata – e continua a essere – una delle mete privilegiate dell’emigrazione ticinese. A ricordarcelo arriva Valchera’s, lo spettacolo della drammaturga ticinese Lea Ferrari con la regia di Alan Alpenfelt, scritto per celebrare i 150 anni dell’Unione Ticinese di Londra, fondata nel 1874 dall’imprenditore bleniese Stefano Gatti come punto di riferimento per i Ticinesi nel Regno Unito.

Dopo il debutto inglese del 2024, Valchera’s approda ora in tournée nella Svizzera italiana: dopo le tre tappe luganesi, lo spettacolo va nuovamente in scena il 4 febbraio al Teatro Sociale di Bellinzona e il 6 febbraio al Teatro Paravento di Locarno. Un viaggio teatrale che intreccia passato e presente, identità e radici, raccontato attraverso uno sguardo contemporaneo.

Ambientato nel 1914, lo spettacolo ricostruisce la vicenda del ristorante Valchera’s, realmente esistito presso la stazione di Richmond e gestito da generazioni di famiglie ticinesi. Al centro, le figure di Tina Valchera e Iride Jacomelli, interpretate dalle giovani attrici Nabila Dolfini e Martina Greenwood, ticinesi che oggi vivono e lavorano a Londra. Una scelta che conferisce allo spettacolo una risonanza particolare: Valchera’s è una storia di ieri raccontata da una generazione che l’emigrazione la vive oggi.

«È una storia che parte dal passato ma che parla anche di noi» racconta la drammaturga Lea Ferrari. «Sono due figure femminili che mi corrispondono: da una parte Tina, concreta e radicata, dall’altra Iride, più idealista e instabile. Nel loro legame ho voluto mettere il valore dell’amicizia, un legame importantissimo che ti salva la vita».

Per Alan Alpenfelt, il testo si distingue per tensione narrativa e forza drammatica: «Ho pensato subito che avesse un grande potenziale. La migrazione è un tema attuale e universale, e il conflitto fra le due protagoniste è amplificato da una guerra che incombe. C’è un’urgenza enorme di dover prendere una decisione: questo rende la storia particolarmente teatrale».

Il collettivo che ha realizzato Valchera’s – composto quasi interamente da artisti ticinesi emigrati a Londra – è parte integrante dell’identità del progetto. «Martina e Nabila incarnano in scena anche la loro esperienza di vita» spiega Alpenfelt. «Hanno vissuto la difficoltà dell’emigrare e del dover trovare spazio nel mondo dell’arte. Tutto questo arricchisce la loro relazione scenica».

Anche per l’assistente alla regia Vittorio Parri, trasferitosi a Londra tredici anni fa, Valchera’s rispecchia una condizione generazionale: «La migrazione è un tema poco raccontato, anche perché spesso chi migra fa fatica ad accedere ai circuiti culturali. Siamo un po’ come piante in vaso: cerchiamo radici, ma le radici sono mobili. Il teatro diventa uno spazio per condividere e dare dignità a queste storie».

Il ritorno in Ticino chiude simbolicamente il percorso del progetto, reso possibile grazie all’impegno dell’Unione Ticinese di Londra. «È stato avvincente rimettere mano al testo e adattarlo per il pubblico ticinese» afferma Ferrari. «Un modo per riportare a casa una storia che appartiene a tutti noi».

Valchera’s è dunque un ponte tra generazioni di migranti, tra chi partiva per costruirsi un futuro e chi oggi cerca altrove nuove possibilità artistiche. Uno spettacolo che mette in scena ciò che resta e ciò che cambia quando si attraversa una frontiera.

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Dal Ticino a Londra, via teatro

Charlot 01.02.2026, 14:35

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  • Barbara Camplani

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