La maestra del moesano finita in tribunale per un rimprovero che aveva fatto arrabbiare i genitori di un suo allievo di quinta elementare a tal punto da portarla al cospetto della giustizia, è stata assolta.
I fatti sono descritti in una sentenza appena pubblicata dal Tribunale amministrativo, la massima corte di diritto pubblico cantonale. Oggetto del ricorso e dell'indignazione dei genitori dell'allievo è una frase pronunciata dalla docente durante una lezione di attività creativa il 28 settembre del 2021. "La quarantena non è una scusa, l'ho già sentita troppe volte", queste le parole incriminate che la donna ha detto allo studente per il mancato svolgimento di un compito.
I genitori non l'hanno mandata giù e si sono inizialmente rivolti al direttore della scuola, pretendendo delle scuse scritte dalla docente e un suo ammonimento da parte dell'istituto. Le richiesta non è sfociata in una sanzione, ma piuttosto in diversi passi per elaborare l'accaduto e la docente ha potuto esprimere la sua versione ai vertici dell'istituto che non hanno trovato gli estremi per obbligare la maestra a scusarsi.
I genitori, poco soddisfatti, hanno pertanto deciso di rivolgersi al Tribunale amministrativo per ottenere quanto richiesto. Il tribunale ha giudicato però irricevibile il ricorso, osservando che intraprendere o no delle misure disciplinari contro un insegnante è una decisione che compete all'autorità scolastica. Di conseguenza, la mamma e il papà dell'allievo non erano legittimati ad impugnare il mancato sanzionamento della docente e ora devono versare al tribunale 676 franchi tra spese e tasse di giustizia.




