Il teleriscaldamento del Bellinzonese ha superato il suo primo milione. Il primo milione di litri di nafta del quale si è evitata la combustione grazie alla distribuzione a industrie, stabili amministrativi, centri commerciali e serre del calore generato dalla combustione dei rifiuti nell’impianto di Giubiasco.
Nel suo primo anno di esercizio (ufficialmente i rubinetti sono stati aperti a fine gennaio 2013) Teris SA (la società pubblica creata per realizzare e gestire la rete) ha distribuito ai clienti complessivamente 12'400 megawattora di calore. Per il 2013 le previsioni parlavano di un consumo di 14'000. La differenza dell’11% si spiega, rileva il direttore Andrea Fabiano , con la somma di due fattori. “Da un lato l’allacciamento di alcuni stabili è slittato di qualche mese. Dall’altro la meteo ha fatto si che le serre cessassero qualche settimana prima la loro produzione di pomodori”.
Nel corso del 2014 Teris prevede di estendere la sua rete (finora è stata posata una decina di chilometri di condotte) per raggiungere tre grandi utenti: la residenza governativa e l’ospedale San Giovanni a Bellinzona e la Sezione della circolazione a Camorino. La completazione è prevista per il 2017 quando il teleriscaldamento dovrebbe permettere di risparmiare la combustione di quasi 5 milioni di litri di nafta all’anno con la conseguente riduzione delle immissione nell’aria del Bellinzonese di tonnellate di sostanze inquinanti.
Diem
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