Attraverso un sottomarino a comando remoto e sonar, la polizia lacuale negli ultimi tre giorni ha effettuato nuove ricerche del giovane annegato a metà luglio nel Ceresio, nei pressi di Capo San Martino. E’ stata controllata una zona di circa 40mila metri quadrati e che si inabissa fino a 200 metri.
Le operazioni degli agenti, in collaborazione con i loro omologhi ginevrini, non hanno sinora dato esito positivo.
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