Ticino e Grigioni

Scuola in vacanza: “Non è stato un anno semplice”

Ultimi giorni in aula per 55’000 allievi, il bilancio della direzione del DECS - Marina Carobbio Guscetti: “Manifestazioni di disagio sempre più frequenti e numerose”

  • 11 giugno, 12:20
  • 11 giugno, 21:29
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Un finale di anno scolastico complicato

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Di: RSI Info

La scuola ticinese va in vacanza, ma non i suoi problemi. Alla tradizionale conferenza stampa dell’anno che si chiude per 55’000 allieve e allievi non sono mancati i richiami alla cronaca recente. Non si è trattato di un anno semplice, ha rimarcato la direttrice del DECS Marina Carobbio Guscetti, evidenziando “l’importante discrepanza tra i fenomeni emergenti – il disagio giovanile, la salute mentale, l’assenteismo scolastico… – e le risorse disponibili per farvi fronte”.  La consigliera di Stato ha ricordato l’episodio capitato lo scorso 3 giugno alla Commercio, dove uno studente ha minacciato un’insegnante con una pistola risultata poi finta: “È doveroso evitare di trarre conclusioni generali da casi singoli, ma le manifestazioni di disagio da parte delle e dei giovani, anche stando a chi la scuola la vive e la fa tutti i giorni, sono sempre più numerose e frequenti”.

Carobbio ha ricordato che si tratta di un fenomeno che tocca trasversalmente tutta la società: “Benché gestirlo non sia il ruolo principale della scuola, sempre più spesso le direzioni scolastiche e il corpo docente sono chiamati a farsene carico, andando anche al di là del proprio compito. Ciò va evidenziato e riconosciuto”.

Per rispondere alle mutate esigenze della società, ha detto ancora la direttrice del DECS, il suo Dipartimento sta continuando a lavorare su concetti chiave quali quelli di accoglienza, equità, inclusione, parità. Si tratta, ha rimarcato, “di garantire un accesso equo a un’istruzione inclusiva e di qualità per tutte le allieve e tutti gli allievi, indipendentemente dalla loro situazione sociale ed economica”.

Bilancio di fine anno scolastico

SEIDISERA 11.06.2024, 18:20

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Formazione: la carica dei 12’000

Due giovani su tre nel post-obbligo si stanno formando nei venti Centri professionali distribuiti sul territorio cantonale per un totale di 12’000 persone in formazione. Sono questi i numeri illustrati in conferenza stampa da Paolo Colombo, direttore della Divisione della formazione professionale. Colombo ha ricordato come nell’anno scolastico 2023-2024 abbiano preso avvio il nuovo apprendistato di “sviluppatore/trice di business digitale AFC” e la formazione di “meccatronico/a degli impianti di trasporto a fune AFC”, quest’ultima prima possibile solo in Svizzera interna. Una delle sfide? La promozione della parità di genere, al fine, tra l’altro, di contrastare gli stereotipi, ancora molto presenti, facendo in modo che la scelta del percorso formativo e professionale sia il più consapevole possibile, ha detto Colombo.

Più attenzione alla selezione dei direttori

A un anno dall’entrata in vigore delle “Direttive sui comportamenti inadeguati nelle scuole cantonali”, il DECS ha stilato un primo bilancio. Sono 15 le segnalazioni giunte alle sezioni di riferimento durante l’anno scolastico 2023-2024 (ritenuto che il corpo docenti conta 4’800 persone). Sette di esse hanno portato a richiami, una a un ammonimento, ha indicato Giorgio Franchini, capo della Sezione amministrativa. Il nuovo strumento rappresentato sembra dunque avere un’utilità effettiva.

Le Direttive sono affiancate da altre misure quali il perfezionamento della procedura di selezione delle direttrici e dei direttori delle scuole cantonali.

L’intelligenza artificiale tra i banchi

L’anno scolastico, ha ricordato il direttore della Divisione della scuola e coordinatore del DECS, Emanuele Berger, è stato caratterizzato da numerosi processi di innovazione attualmente in corso, come la sperimentazione sul superamento dei corsi A e B, oppure – oggetto nei mesi passati di forme di coinvolgimento e consultazione – l’anticipo dell’insegnamento del tedesco in prima media, il progetto di nuova Legge delle scuole dell’obbligo o, ancora, la pausa meridiana nella scuola dell’infanzia.

“Merita un accenno - ha detto Berger - un tema emerso con forza nel corso dell’anno scolastico che sta per chiudersi: l’intelligenza artificiale. L’apparizione di strumenti quali Chat GPT o Gemini ha confrontato la scuola con le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale e con i rischi e le derive – anche etiche – che questa tecnologia può generare”.

Il direttore della Scuola ha evidenziato che “si osserva un incremento nell’uso dell’intelligenza artificiale da parte di allieve e allievi, soprattutto nel settore del post-obbligo. La tendenza è oggetto di un’attenta osservazione per assicurare che l’intelligenza artificiale sia utilizzata a supporto dell’apprendimento, in modo positivo ed educativo”.   

Sempre più inclusione e accessibilità

“Il Ticino – ha indicato, da parte sua, il capo della Sezione della pedagogia speciale, Mattia Mengoni – è già molto attento alle necessità di allievi e allieve con bisogni educativi particolari e, da anni, favorisce percorsi di integrazione e di inclusione. La sfida che gli attori scolastici sono oggi chiamati ad affrontare è di capitalizzare le esperienze accumulate negli anni rispetto ai diversi sostegni erogati e alla pedagogia specializzata”.

Scuola: disagio sempre più frequente

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