Sequestro di persona e coazione. Sono le accuse principali con cui, alcuni giorni fa, è finito in carcere un giovane domiciliato nel canton Turgovia, ora rinchiuso alla Farera.
I reati sarebbero stati compiuti ai danni della compagna. I due, di fede musulmana, si erano conosciuti nei mesi scorsi sui social network. Ne era nata una relazione, che sarebbe degenerata dopo che la donna ha lasciato il Sottoceneri per trasferirsi oltre San Gottardo.
L’amico avrebbe cominciato a impedirle di uscire di casa da sola. A suo dire, per ragioni di sicurezza. Non sarebbero inoltre mancati dei maltrattamenti, scaturiti da divergenze sulla vita in comune. Addebiti che lui, però, respinge.
Toccherà alle indagini ricostruire esattamente quanto accaduto. Anche tenendo conto sia del contesto religioso e culturale, sia delle fragilità della vittima. Debolezze su cui l’imputato, difeso da Demetra Giovanettina, avrebbe fatto leva per imporle la propria volontà.
Il giudice dei provvedimenti coercitivi ha ordinato la sua carcerazione preventiva per due mesi, durante i quale andranno svolti gli accertamenti necessari. La procura sta valutando, in particolare, la possibilità di disporre una perizia psichiatrica.






