Ticino e Grigioni

Sexting, quando un click è per sempre

Un fenomeno in costante crescita nella cui trappola cadono spesso i più giovani - La distinzione tra reale e virtuale inizia sparire e polizia ed esperti consigliano prudenza

  • 16 gennaio, 21:28
  • 22 aprile, 13:26
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Come difendersi dal sexting?

Il Quotidiano 16.01.2024, 19:00

Di: Quotidiano/RSI Info

Nel mondo digitale odierno, la distinzione tra ciò che è virtuale e ciò che è reale si fa sempre più sottile. Il caso giudiziario recente che ha portato a una condanna per pornografia e coazione sessuale ha sollevato preoccupazioni sulla sicurezza online, soprattutto tra i più giovani. In questo contesto, è essenziale comprendere come navigare in sicurezza nel mondo digitale e come proteggersi dai rischi associati.

Luca Botturi, professore esperto in media e educazione presso la SUPSI, sottolinea un principio fondamentale: “Dobbiamo far comprendere ai ragazzi che perdiamo il controllo di ciò che pubblichiamo. Quindi, prima di condividere qualsiasi cosa, dovremmo chiederci se siamo a nostro agio nel perdere il controllo su quel contenuto”.

Nell’era di Internet, le azioni virtuali possono avere conseguenze reali. “Il mondo virtuale non è un videogioco o un ambiente isolato; è un’estensione del nostro comportamento nel mondo reale”, afferma Botturi. “Le informazioni digitali possono essere facilmente e infinitamente replicate e condivise, rendendo i contenuti privati vulnerabili a una diffusione vasta e incontrollata”.

Sono due i fenomeni preoccupanti. Da una parte il sexting, definito come la condivisione di contenuti espliciti, e la sextortion, ovvero l’estorsione basata sulla minaccia di diffondere tali contenuti. “Sono diversi, ma entrambi possono avere conseguenze devastanti”, spiega Renato Pizolli, portavoce della Polizia cantonale. “La sextortion sta diventando un problema crescente, con un numero di casi che continua a essere sottostimato”.

I più giovani sono vulnerabili ai cosiddetti “predatori sessuali” online. Questi individui, spesso anonimi, utilizzano le piattaforme social per adescare minori, convincendoli a compiere atti sessuali o a spogliarsi. La vergogna e la paura impediscono spesso alle vittime di denunciare questi crimini, rendendo il problema ancora più grave.

Per affrontare queste sfide è opportuno utilizzare le risorse disponibili per segnalare contenuti inadeguati o comportamenti scorretti. Tuttavia, ammette che ciò non è sempre sufficiente, soprattutto quando i contenuti vengono salvati su dispositivi privati o in luoghi al di fuori della portata delle piattaforme digitali. “Il mondo digitale funziona al meglio quando è in relazione con l’esterno e quando siamo consapevoli delle potenziali conseguenze delle nostre azioni online”, conclude Botturi.

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