Ticino e Grigioni

"Si" al freno ai disavanzi

Il Gran Consiglio ticinese ha approvato lunedì a larga maggioranza la riforma che introduce dei nuovi principi di disciplina finanziaria. Sadis: "Momento importante"

  • 27.01.2014, 18:05
  • Ieri, 13:06
Preventivo 2014: accese discussioni a Palazzo delle Orsoline

Preventivo 2014: accese discussioni a Palazzo delle Orsoline

  • Ti-Press / Ti-Press

Il Parlamento ticinese, riunito da lunedì per tre giorni a Palazzo delle Orsoline, ha accolto - con 55 voti favorevoli, 27 contrari e 2 astenuti - il rapporto di maggioranza sull’introduzione dei principi di gestione finanziaria e del freno ai disavanzi pubblici nella Costituzione e nelle Leggi. Un “sì” a larga maggioranza, dunque, con la Lega dei Ticinesi che è stato l’unico partito di Governo a chiedere la non iscrizione nella Costituzione.

“E’ un momento importante”, ha dichiarato durante il dibattito la direttrice del Dipartimento finanze ed economia (DFE) Laura Sadis, perché “il Consiglio di Stato ritiene prioritario poter dotare finalmente il Cantone di uno strumento di politica finanziaria”. “Vi invito dunque - ha aggiunto - a sostenere il rapporto di maggioranza, facendo un passo concreto, dopo un ventennio di discussioni, a favore di un meccanismo di disciplina finanziaria, anche per il nostro Cantone, a tutto vantaggio della giusta e dovuta trasparenza che la politica con le sue scelte deve avere nei confronti della cittadinanza”.

“Dotiamoci di regole finanziarie per cercare di garantire un trend di qualità di vita anche per i prossimi decenni. E il modello migliore è quello del freno al disavanzo, perché permette di intervenire sia sul fronte dei costi che su quello dei ricavi”, ha sostenuto in aula Fabio Bacchetta-Cattori (PPD), relatore del rapporto di maggioranza.

Una posizione, quest’ultima, che è stata dunque sposata dalla maggioranza del Gran Consiglio. Essendo la modifica costituzionale, sul tema si andrà al voto popolare.

joe.p.

Il commento

"Il gruppo leghista voterà unicamente le modifiche legislative, perché vuole una Costituzione snella", ha detto durante il dibattito Michele Foletti (Lega).

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