Il processo di secondo grado contro la sentenza relativa al crac della Sogevalor, la finanziaria di Lugano travolta nel 2004 da un buco finanziario di ben 131 milioni di franchi, si è aperto lunedì alle 9.30 davanti alla Corte di appello e revisione penale di Locarno. La vicenda fu una delle più gravose della storia finanziaria ticinese.
Le condanne
Nel dicembre 2012, l'allora giudice Claudio Zali condannò gli ex-membri e vertici del Consiglio di amministrazione a pene per complessivi 11 anni di carcere: "Avete rubato tanto e per tanti anni", disse il presidente della Corte delle Assise criminali. 3 anni e 6 mesi furono inflitti all'ex vice presidente e al membro del Consiglio d’amministrazione che faceva la contabilità. Le pene per l'ex presidente e per il titolare della società furono di 2 anni sospesi con la condizionale.
Gli obiettivi delle parti
In primo grado gli imputati avevano chiesto il proscioglimento perché convinti di essere vittime di errore giudiziario. È probabile che faranno altrettanto in secondo grado. L’accusa è rappresentata dalla procuratrice pubblica Fiorenza Bergomi che si batterà perché vengano ritenuti colpevoli di truffa ripetuta, appropriazione indebita, cattiva gestione e amministrazione infedele qualificata e ripetuta.
Le posizioni dei difensori
Il processo, presieduto dal giudice Damiano Stefani, si è aperto con le prese di posizione dei difensori, che contestano l'effettiva consapevolezza dei loro tutelati dell'effettiva situazione in cui versava l'azienda e l'interpretazione dei fatti data dalla corte di primo grado. Il dibattimento si preannuncia lungo, almeno sull'arco di cinque giorni, dato il numero notevole delle persone chiamate a testimoniare e la complessità della materia. Non è ancora dato sapere quando sarà emessa, invece, la sentenza.
Red. MM/CSI/Da.Pa.
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