È stata condannata anche in appello, per sommossa e altri reati, la 35enne che il 31 gennaio 2012 partecipò ai disordini del movimento No Tav scoppiati all’Università della Svizzera italiana, a margine della conferenza tenuta dal procuratore capo di Torino Gian Carlo Caselli.
Nel 2019 la Corte delle Assise Criminali, presieduta dal giudice Amos Pagnamenta, le inflisse una pena di 180 aliquote giornaliere, senza la sospensione condizionale. Questo soprattutto per i fatti dell’Usi e per un secondo episodio, avvenuto nel 2016 al centro sociale dell’ex Macello di Lugano (dove assieme ad altri si era scagliata contro due agenti).
La donna, difesa dall’avvocato Costantino Castelli, respingeva ogni addebito, e impugnò la sentenza. Ora – come detto – la Corte di appello (presieduta dalla giudice Giovanna Roggero-Will) ha sostanzialmente confermato il verdetto; anche se, accogliendo in parte il suo ricorso, ha ridotto l’entità delle aliquote, sospeso la pena per un periodo di prova di cinque anni e accordato un risarcimento per le accuse cadute in primo grado.
Condannata in appello
Il Quotidiano 14.05.2020, 21:00



