Le guardie di confine ne vedono di tutti i colori e raramente restano sorprese. Ma quanto avvenuto negli ultimi weekend le ha spiazzate. La forza del franco, a rigor di logica, avrebbe dovuto spingere molti, in Ticino e nelle altre zone di confine svizzere, ad approfittare dei prezzi europei ridottisi del 15% per i detentori di franchi. Invece non è stato così. Anzi. Invece di aumentare gli sdoganamenti e le infrazioni in dogana sono calati e di molto.
La conferma giunge alla RSI dal comandante del IV Circondario Mauro Antonini che snocciola dati del tutto inattesi anche per coloro che i movimenti al confine in genere sono in grado di prevederli a colpo sicuro. L’ultimo weekend prima della decisione della Banca nazionale svizzera ai valichi ticinesi ci sono stati 810 sdoganamenti di merce in entrata e 80 infrazioni per importazioni oltre i limiti. Quello successivo (17 e 18 gennaio) sono scesi a 540 e, rispettivamente, 48. E l’ultimo (14 e 25) ancor di più a 460 e 32.
Una tendenza simile, anche se con proporzioni meno vistose, si è registrato in tutti i Circondari segno che gli svizzeri di fronte al rafforzamento del franco (al contrario di quanto temuto da molti) non si sono buttati sugli acquisti in Italia, Francia, Germania e Austria per riempire frigoriferi, congelatori, armadi e cantine.
Diem/CSI





