Si è in pratica divisa a metà la Commissione della legislazione, sull'ipotesi di votare già il principio di una polizia unica in Ticino. Come comunicato martedì, l'organismo del Gran Consiglio ha infatti sottoscritto ieri due distinti rapporti in materia.
Quello di Claudio Franscella (PPD) propone al Parlamento il rinvio del messaggio al Consiglio di Stato, con l'invito a ultimare l'implementazione della Legge sulla collaborazione fra la cantonale e le polizie comunali (LCPol) e del relativo regolamento. "Aspettiamo quindi di vedere cosa succederà. Prima di effettuare ulteriori cambiamenti riteniamo ragionevole verificare il funzionamento e l'efficacia della riforma", afferma il deputato popolare democratico.
Di segno opposto, il documento che ha come relatore Angelo Paparelli (Lega dei ticinesi), il quale preme invece affinché si intraprenda senza esitazioni la strada verso l'istituzione di un corpo unico. "Siamo un po' stufi di perdere tempo continuamente per cose che si potrebbero fare subito. Il Ticino ha più ufficiali di polizia del canton Zurigo, un minimo di pudore dovremmo averlo", ha commentato il parlamentare leghista.
Lo scenario della polizia unica aveva ripreso slancio nell'aprile 2014, quando il Governo aveva aderito ad una mozione del PLR Giorgio Galusero, indicando il 2021 come orizzonte per la riforma. Dai principali centri urbani sono tuttavia emerse in seguito molte resistenze e contrarietà.
CSI/ARi
CSI 18.00 del 09.06.15 - Il servizio di Michele Rauch








