Tra gli argomenti all’esame del Parlamento ticinese mercoledì figura l'introduzione del referendum finanziario obbligatorio in Ticino, per nuove spese e investimenti pubblici al di sopra di una certa soglia. L’idea è del deputato Sergio Morisoli, secondo il quale sarebbe un importante deterrente alla crescita della spesa pubblica, mentre per un buon numero di suoi colleghi è invece una soluzione che aumenta in modo esagerato le chiamate alle urne dei cittadini.
La tematica sarà appunto uno dei temi forti della giornata di lavori a Palazzo delle Orsoline. Il principio di un referendum finanziario obbligatorio per le nuove spese e gli investimenti è tra l’altro già realtà in altri 15 cantoni confederati.
Il documento redatto da Morisoli evidenzia valori soglia al di sopra dei quali scatterebbe la consultazione popolare obbligatoria e cioè 3 milioni per le spese correnti, 15 per gli investimenti. Fino a qualche tempo fa quest'iniziativa generica aveva il sostegno della sola UDC, ma di recente si è generata una "soluzione di compromesso" vista di buon occhio dalla Lega e da parte della deputazione popolare democratica. Tale soluzione affiderebbe un ruolo decisionale al Parlamento, giacché in pratica si andrebbe alle urne solo se un terzo dei granconsiglieri lo richiedesse.
Red. MM/EnCa
RG 12.30 del 25.02.2013 - Il servizio di Michele Rauch
RSI Info 25.02.2015, 15:02
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