Ticino e Grigioni

Studenti ad alto potenziale cognitivo: la storia di Elisa

Una giovane ticinese racconta il suo percorso tra difficoltà interiori e il successo al Politecnico di Zurigo

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Le persone ad alto potenziale rappresentano il 2,5% della popolazione
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SEIDISERA del 25.04.2026 - Studenti ad alto potenziale, la storia di Elisa

RSI Info 25.04.2026, 21:42

  • Keystone
Di: SEIDISERA-Christian Gilardoni / AC 

In occasione dei 10 anni dell’Associazione Filo di Seta, in collaborazione con l’Associazione Ticinese degli Psicologi, si è discusso di come è possibile aiutare i giovani con alto potenziale cognitivo nel sistema scolastico.

Si tratta di circa il 2,5% della popolazione. Sono giovani capaci di ottimi risultati nei test di intelligenza. Avere capacità cognitive elevate, però, non significa automaticamente avere la vita facile.

La storia di Elisa

“Abbiamo avuto un grande campanello d’allarme quando Elisa, verso gli otto anni e mezzo, ha smesso di mangiare, nonostante fosse sempre stata una bambina solare, super integrata”, spiega ai microfoni di SEIDISERA Silvana Bisig, madre della ragazza. “A un certo punto ha manifestato un grosso disagio e ci siamo rivolti a uno psicologo, che ci ha illuminato grazie a delle valutazioni e facendoci scoprire che Elisa era una bimba ad alto potenziale. Non stava bene nella sua pelle perché in quel momento non sapeva cosa le passasse dentro”.

Anche Elisa ricorda quei giorni. “C’è stato questo periodo di tantissima tristezza. Adesso, con la consapevolezza, posso spiegarmi il perché. Ma in quel momento non lo vedevo neanche correlato al fatto di sentirmi diversa, di annoiarmi a scuola”, spiega. “Era una tristezza immotivata. Scoprirlo è stato utile per dare un senso a questo disagio”.

Il percorso scolastico

Dopo la scoperta, la famiglia di Elisa si attiva. Contatta la scuola per coordinarsi e andare incontro alle necessità della giovane. Alle elementari tutto fila liscio e la ragazza riesce a fare il primo salto di classe. Il primo scoglio però arriva alle scuole medie, quando si scontra con una pianificazione che le va a noia.

Tuttavia, Elisa riesce a fare un secondo salto di classe. Oggi, a soli 17 anni, studia al Politecnico di Zurigo. “Sono molto felice. Funziona tutto alla grande. È un grande passo partire di casa e per la prima volta ho pensato che fosse troppo presto. Ma una volta qui ho capito che funziona molto bene” racconta. “È vero, essere minorenne può avere delle ripercussioni e cerco di non parlare troppo della mia età, almeno finché la conoscenza con le persone non diventa più profonda”.

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