Anche in Svizzera si auspica una maggiore protezione dei giovanissimi dai pericoli legati ai social media. È quanto emerge da un sondaggio rappresentativo dell’Istituto gfs di Berna, i cui risultati sono stati pubblicati dalla SonntagsZeitung: il 94% degli interpellati ritiene che i minorenni debbano essere protetti meglio.
Si tratta di una posizione un po’ generica, ma il diffuso scetticismo nei confronti di Instagram, TikTok e i vari altri social media è rilevante perché il Consiglio federale sta elaborando una legge per regolare il settore: l’obiettivo è di rafforzare i diritti degli utenti online e di imporre maggiore trasparenza alle grandi piattaforme, tra i quali i social media più diffusi e i principali motori di ricerca.
Social vietati ai minorenni, dall’Australia al resto del mondo
Nel frattempo come si stanno invece muovendo gli altri Paesi? L’Austria, come reso noto venerdì dalle autorità, vieterà l’uso delle reti sociali ai minori di 14 anni. E anche diversi altri Paesi dell’Unione europea, come Francia, Spagna e Danimarca, hanno già annunciato l’intenzione di introdurre una maggiore età digitale, mentre altri stanno valutando attivamente questa possibilità.
Il primo Paese al mondo a optare per un provvedimento del genere è stato l’Australia, dove lo scorso dicembre è infatti scattato un divieto ai social per i minori di 16 anni. Un provvedimento che riguarda dieci piattaforme, tra cui Instagram, TikTok, Snapchat, YouTube, Facebook, X, Reddit e Twitch. Alle varie piattaforme coinvolte è stata imposta l’adozione di misure ragionevoli per rimuovere gli account degli under 16 e impedire nuove iscrizioni.

La Francia contro i social media per i minori
Telegiornale 27.01.2026, 12:30
Giovani e social media: due verdetti storici negli Stati Uniti
Negli scorsi giorni la questione del rapporto tra social media e minorenni è stata riportata sotto i riflettori anche negli Stati Uniti. Due tribunali hanno infatti emesso dei verdetti storici sulla questione, infliggendo multe milionarie nei confronti di Meta e Google: i due colossi, proprietari di diverse piattaforme, sono infatti ritenuti responsabili per dipendenza da social. Inoltre, una giuria ha stabilito che Meta ha consapevolmente danneggiato la salute mentale dei minori e ha nascosto ciò che sapeva sullo sfruttamento sessuale dei minori sulle sue piattaforme di social media.

Dipendenza dai social: Meta e Google colpevoli
Telegiornale 25.03.2026, 20:00
Il divieto di smartphone nelle scuole
Sempre sul fronte del rapporto tra giovani e dispositivi digitali, di recente in Ticino è stata annunciata l’introduzione (a partire da lunedì 30 marzo) del divieto di usare i telefoni cellulari e altri apparecchi personali connessi alla rete in tutta la scuola dell’obbligo. Si tratta dell’estensione alle scuole comunali di un provvedimento già in vigore alle medie. “La dipendenza dall’utilizzo di dispositivi elettronici pone seri problemi di salute individuale e pubblica che, come responsabile del DECS ma anche come medica, ritengo vadano affrontati” ha spiegato la consigliera di Stato Marina Carobbio.

Esteso il divieto sui telefonini nelle scuole
Il Quotidiano 20.03.2026, 19:00




