Capire come cadono pietre e massi su un terreno accidentato, come si muovono e come vengono deviati dagli ostacoli. È lo studio realizzato da alcuni esperti che si sono dati appuntamento sul Weissfluhjoch, nei pressi di Davos, nei Grigioni. Nel concreto sono stati utilizzati grossi blocchi di cemento arancioni tra i 45 e i 200 chili che sono stati lanciati per un pendio. “Ogni pietra parte da qualche parte”, spiega in un video Joël Borner dell’Istituto per lo studio della neve e delle valanghe (SLF), “voglio sapere quanto viaggia e a che velocità”.
Le scoperte saranno incorporate in un modello computerizzato e usate per simulare simili cadute. I risultati serviranno per esempio per creare mappe informative sui rischi nelle regioni montane svizzere per comuni e cantoni. Fra i vari metodi di rilevazione usati ci sono riprese aeree effettuate con un drone.
Il Cantone mette Moscia in sicurezza
Il Quotidiano 11.09.2024, 19:00







