Inchiesta

Telefonate shock: arrestata la “mente” delle truffe in Ticino

In manette in Polonia, grazie a un mandato spiccato dalla Procura cantonale, uno dei leader dell’organizzazione che prende di mira soprattutto gli anziani - Lo rivela un’inchiesta di Falò

  • 2 febbraio, 09:00
  • 9 giugno, 12:58
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Pronto? Chi truffa?

Falò 01.02.2024, 21:15

  • RSI
Di: Falò

“Nei miei 15 anni d’attività non eravamo mai riusciti a portare a termine un arresto di questo livello: questa volta abbiamo preso uno dei capi”. Parola del commissario Luca Allegri, della sezione reati contro il patrimonio della Polizia cantonale ticinese. L’uomo arrestato, un cittadino di 37 anni che in passato ha vissuto per molti anni a Novara (dove ha tra l’altro imparato perfettamente l’italiano), si trovava a casa sua nei sobborghi di Poznan. È stato colto di sorpresa da un’operazione delle forze speciali della Polizia locale, condotta dopo l’emissione di un mandato di cattura internazionale da parte del Ministero pubblico ticinese.

Secondo le forze dell’ordine, giocava un ruolo centrale, da regista e organizzatore, nel subdolo meccanismo delle telefonate shock. Durante queste chiamate, abili truffatori si fingono poliziotti o medici e comunicano notizie terribili (incidenti, malattie…) al malcapitato di turno, chiedendo e spesso ottenendo decine di migliaia di franchi in contanti o gioielli per pagare presunte cure o cauzioni. 

Il racconto dell’operazione che ha portato all’arresto della “mente” della banda

RSI Ticino e Grigioni 01.02.2024, 14:54

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Impatto immediato

L’arresto risale a qualche settimana fa ma la notizia è stata resa pubblica soltanto giovedì sera da un’inchiesta di Falò che ha dato voce alle vittime delle truffe e, muovendosi tra Ticino, Nord Italia e Polonia, ha raccontato nel dettaglio chi si nasconde dietro le telefonate e come si sono organizzati i loro autori.

L’importanza dell’uomo fermato sembra essere confermata dai primi dati: dal giorno della sua cattura, per diverse settimane in Ticino le truffe sono state praticamente azzerate. “Non ci illudiamo che il problema sia risolto, la tregua rischia di essere solo temporanea. Crediamo che gli autori si stiano già riorganizzando”, ci dice ancora il commissario Allegri.

L’anno scorso era stato l’anno dei record, un anno che la Polizia cantonale ticinese definisce drammatico: nel solo Ticino sono state migliaia le telefonate shock effettuate, 42 le truffe riuscite, per un bottino complessivo superiore ai 2 milioni di franchi. Si tratta di numeri e importi mai raggiunti prima in passato.

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Un'altra fotografia dell'operazione che ha portato all'arresto della "mente" dell'organizzazione criminale

  • RSI

Verso l’estradizione

L’uomo si trova ora nelle carceri di Poznan dove sta scontando una pena di alcuni mesi per reati commessi in quel paese. La richiesta di estrazione da parte della Svizzera è già stata presentata alla Polonia.

Il processo a suo carico da parte della Magistratura ticinese potrebbe iniziare già nel corso di quest’anno.

Local e Search, l'anello debole

Falò 01.02.2024, 21:20

  • RSI

Il comunicato della polizia cantonale

Venerdì mattina la Polizia cantonale ha confermato la notizia dell’arresto tramite un comunicato stampa, nel quale si spiega che: “Gli accertamenti sono nati a seguito della recrudescenza di questo genere di truffa nel 2023 e si sono sviluppati lungo più filoni che sono venuti a convergere nel corso del tempo. Protrattosi per diversi mesi, questo importante lavoro di indagine è stato inoltre scandito da una fitta collaborazione con le autorità estere, in particolare polacche e italiane. Parallelamente, la Magistratura ticinese ha avviato le necessarie richieste d’assistenza internazionale che, il 20 dicembre, hanno reso possibile l’arresto dell’uomo, effettuato nella periferia di Poznan da unità speciali della polizia polacca.”

La principale ipotesi di reato nei confronti del 37enne, si legge ancora nel comunicato, è di ripetuta truffa aggravata. L’inchiesta è coordinata dalla Procuratrice pubblica Margherita Lanzillo; sono in corso le pratiche per l’estradizione.

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