I fatti risalgono alla settimana scorsa. Un cittadino portoghese (sulla cinquantina) è andato a casa della moglie, nel Luganese, dalla quale si stava separando. Separazione che lui non accettava. Per l’ennesima volta ha provato a convincerla a tornare sui propri passi. Prima a parole, poi cercando l’approccio. A quel punto, di fronte al “no” della moglie ha perso la testa. L’ha gettata per terra, l’ha spogliata con la forza e ha tentato di vincerne la resistenza. Ma lei è riuscita a difendersi. Ha reagito, evitando lo stupro.
Il giorno successivo è scattata la denuncia. Il procuratore pubblico Amos Pagnamenta ha disposto il fermo del marito, ordinando parallelamente gli accertamenti del caso. Tentata violenza carnale e coazione sessuale i reati ipotizzati. L’uomo, difeso dall’avvocato Alain Susin, ha ammesso le sue responsabilità. Almeno in buona parte: alcuni aspetti restano infatti ancora da chiarire.
Pagnamenta ne ha chiesto l’arresto, che sabato pomeriggio è stato confermato dal Giudice dei provvedimenti coercitivi Ursula Züblin. Una misura decisa soprattutto per scongiurare il pericolo di collusione.
Francesco Lepori
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