La Corte delle Assise criminali di Lugano, presieduta dal giudice Amos Pagnamenta, ha condannato a 7 anni e 9 mesi di detenzione e a 10 anni di espulsione dalla Svizzera il 55enne italiano consulente finanziario e residente in Engadina, autore di una lunga serie di reati finanziari per un totale di circa 20 milioni di franchi sottratti indebitamente.
Quasi integralmente accolto, di fatto, l’atto di accusa che chiedeva 8 anni e 10 mesi di detenzione e 10 di espulsione. A pesare sulla sentenza, secondo il giudice, è la totale mancanza di scrupoli dimostrata dall’imputato nello sfruttare sistematicamente la fiducia dei suoi clienti.
I contorni della vicenda
I raggiri, per un importo stimato dall’accusa in circa venti milioni di franchi, si sono verificati in varie località e nazioni. Perciò i fatti non si sono limitati alla sola Lugano, ma ci sarebbero legami con eventi avvenuti a Samedan e Ginevra in territorio svizzero, oltre che in Italia, Albania, Francia e alle Bahamas. E avrebbero avuto inizio una decina d’anni fa, stando al “percorso giudiziario” ricostruito nell’inchiesta condotta dai procuratori pubblici Raffaella Rigamonti e Andrea Pagani.
Il condannato avrebbe truffato ripetutamente una ventina di clienti, con lo scopo di trarne un indebito profitto. Inoltre, era accusato anche di appropriazione indebita, amministrazione infedele, riciclaggio e non solo.
Infatti, il denaro della clientela sarebbe stato sfruttato dal 54enne sia per scopi personali, che per risarcire i clienti danneggiati ed in parte pure per spese legate alla sua società di compravendita di auto d’epoca.







