Il 1° gennaio entreranno in vigore le nuove tariffe per la radiologia. E i Cantoni che hanno un programma di screening gratuito per la prevenzione del tumore al seno hanno seguito le trattative con attenzione. L’importanza di questi programmi è indubbia: ogni anno si eseguono 15’000 mammografie, vengono scoperti 80 nuovi casi e nella grande maggioranza si tratta di tumori allo stadio precoce.
Gli inviti per una mammografia gratuita alle donne con più di 50 anni continueranno a essere spediti. Il Ticino è uno dei 20 cantoni svizzeri che ha optato per un equo accesso a quest’esame di diagnosi. Ogni anno vengono chiamate 25’000 donne, 15’000 si presentano, il 5% dovrà fare controlli più approfonditi. “Annualmente sono diagnosticati circa 80 nuovi casi di tumore nell’ambito del programma di screening. E posso dirvi che generalmente l’80% viene diagnosticato a uno stadio precoce, vale a dire a uno stadio zero, a uno stadio uno, vale a dire quando la malattia è circoscritta, non ha linfonodi coinvolti e non vi sono neanche metastasi a distanza”, spiega alle telecamere del Quotidiano della RSI Alessandra Spitale, responsabile del Centro programma screening Ticino.
Berna aveva deciso di dimezzare le tariffe per la radiologia, ritenute troppo alte. Il rischio era quello di compromettere i programmi cantonali. Per garantirne la continuazione, Swiss Cancer Screening, l’organizzazione mantello, e gli assicuratori malattia si sono accordati sul numero di punti tariffali, che varrà una mammografia di screening. “Attualmente in Ticino abbiamo preso contatto con i gruppi assicurativi a livello cantonale, quindi i rappresentanti di Tarifsuisse, HSK e CSS e con i centri di radiologia accreditati per poter allestire i nuovi contratti che regoleranno le nuove tariffe a livello cantonale dal 1° gennaio 2026”, dice Alessandra Spitale.
Come dire che nulla cambia. È solo l’aspetto organizzativo che deve prendere forma. E finora nessuno degli istituti privati in Ticino si è chiamato fuori, lamentando ad esempio una scarsa copertura dei costi con le nuove tariffe. “Il programma non è messo in standby, il programma continua, l’attività amministrativa di invito rivolta alle donne continua. Proprio perché l’obiettivo del Cantone è continuare a garantire questa offerta gratuita alla popolazione”, sottolinea Spitale.
Perché gli studi clinici dimostrano che il tasso di mortalità si riduce di un quarto tra le donne che si sottopongono regolarmente a una mammografia di screening.






