Ticino e Grigioni

USI e SUPSI, petizione contro i tagli

Il Sindacato VPOD ha raccolto quasi 1’900 le firme contro la ventilata riduzione del sostegno cantonale

  • Un'ora fa
Campus Universitario USI e SUPSI in un'immagine d'archivio

Campus Universitario USI e SUPSI in un'immagine d'archivio

  • Ti-Press
Di: RSI Info/Bleff 


Il sindacato VPOD ha consegnato oggi, lunedì, al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio la petizione «No ai tagli su USI e SUPSI», sostenuta da diverse organizzazioni giovanili e sindacali. Il testo ha raccolto quasi 1’900 firme, soprattutto negli ambienti universitari, esprimendo preoccupazione per le misure di risparmio previste nel settore accademico.

Al centro della mobilitazione vi sono i tagli cantonali di circa 8 milioni di franchi all’anno alle università previsti dal Governo nell’ambito dei risparmi per finanziare le due iniziative sulle cassi malati di cui il Parlamento discute in questi giorni. Tagli che si aggiungerebbero alle riduzioni già decise a livello federale. Secondo i promotori, le misure rischiano di indebolire la ricerca pubblica, peggiorare le condizioni di lavoro e limitare l’accesso agli studi universitari.

Il sindacato chiede inoltre maggiori garanzie contro la precarietà lavorativa, salari più trasparenti, un contratto collettivo per il corpo intermedio e il blocco di eventuali aumenti delle rette universitarie.

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