Il rapporto licenziato dal Consiglio federale sulle casse pensioni non è sufficientemente approfondito, ha ribadito l’Unione sindacale svizzera (USS) in una conferenza stampa a Berna che ha contestato la tesi favorevole a una riduzione del tasso di conversione.
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Il servizio di Johnny Canonica
RSI Info 19.03.2012, 14:21
Tassi e previsioni di vita erronei
In particolare le analisi governative, in consultazione fino al 30 aprile, partono dal presupposto, tutto da verificare, che i tassi sui mercati finanziari restino agli attuali livelli estremamente bassi, ha osservato Daniel Lampart, responsabile economico dell’organizzazione dei lavoratori. La stessa Amministrazione federale delle finanze, ha aggiunto, il presidente USS Paul Rechsteiner, stima in prospettiva degli indici “di gran lungo superiori a quelli contenuti nel Rapporto sul secondo pilastro”.
Un secondo appunto riguarda la previsione sulla speranza di vita, basato sulle stime degli impiegati di Stato, ritenuto inadeguato per valutare i rendimenti degli assicurati dei ceti meno favoriti. Per questi motivi l’USS propone il “rinvio al mittente” del rapporto, affinché l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali possa correggerlo nel senso indicato sopra e soprattutto escludendo future limature del tasso di conversione che non si giustificano.
Revisione della LPP risalente al 2015
Il documento prevede una progressiva riduzione al 6,4% del tasso minimo entro il 2015, nonostante la bocciatura decretata dalle urne nel marzo 2010. La revisione della legge federale LPP entrata in vigore nel 2005 fissa il rendimento (in calo) al 6,8% entro il 2013 per le donne e entro il 2014 per gli uomini.







