Il Governo propone un intervento di rinaturazione del fiume Ticino, a Cresciano, favorendo la biodiversità e riutilizzando materiale inerte per evitare lo smaltimento in discarica. Il credito per l'operazione è di un milione e 200 mila franchi.
"Si tratta, in questa prima fase, di costruire delle "penisole" attaccate agli argini", spiega Samuel Ferrari, dell'ufficio dei corsi d'acqua della Divisione delle costruzioni, ai microfoni di Gabriele Bohrer delle Cronache della Svizzera italiana. "La vegetazione, poi, crescerà in modo autonomo su queste aree 'di riposo' destinate ai pesci".
Il materiale impiegato sarà quello della frana del Valegion, in parte già usato per il primo intervento a Moleno. L'opera si inserisce nell'ampio progetto di rivalorizzazione dei corsi d'acqua ticinesi che nei prossimi anni riceverà nuovi importanti impulsi.
RedMM/CSI



