Votato a metà gennaio dal Consiglio di Stato vallesano, un aiuto d’urgenza di 10’000 franchi sarà versato entro mercoledì alle prime cinquanta famiglie colpite dall’incendio di Crans-Montana. Questo contributo del Cantone si aggiunge alle prestazioni già previste dalla LAVI, la legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati.
Finora le famiglie delle vittime ospedalizzate o decedute hanno potuto, su richiesta, ottenere il rimborso di alcune spese grazie alla LAVI. Roland Favre, capo dell’Ufficio vallesano di coordinamento delle prestazioni sociali, ricorda che questo dispositivo copre unicamente le spese direttamente legate al reato e le prestazioni di aiuto immediato come le spese di alloggio e di trasporto per recarsi al capezzale di una vittima, o le spese di vitto. “L’idea è di poter intervenire molto rapidamente a sostegno di queste famiglie in situazione difficile”, spiega martedì alla RTS, ospite del programma “La Matinale”.
Alcune spese non coperte
Alcune spese suscitano tuttavia interrogativi tra i familiari delle vittime. “Queste domande sono legittime ma non possiamo prenderle in considerazione”, sottolinea Roland Favre. Cita in particolare le richieste riguardanti l’acquisto di pneumatici invernali per recarsi a Crans-Montana. “Non è necessariamente in relazione diretta con il reato”, precisa.
È per coprire questo tipo di spese che il Consiglio di Stato ha deciso di concedere un importo forfettario supplementare di 10’000 franchi. Secondo Jérôme Favez, capo del Servizio dell’azione sociale, questo aiuto mira a rispondere ai bisogni non coperti dalla LAVI. “Il Consiglio di Stato vuole permettere alle famiglie e alle vittime di disporre immediatamente di una somma per far fronte ai loro bisogni nell’ambito di questo incendio e che non sono rimborsati dalla LAVI”, indica. “Le spese non saranno controllate”.
Jérôme Favez si rammarica tuttavia dei tempi legati alle procedure amministrative che non possono essere ridotti. “Vorremmo poter versare gli importi immediatamente, ma è necessario disporre di un minimo di documentazione per poterli erogare alle persone giuste”.
Conseguenze economiche pesanti
Questi 10’000 franchi potranno essere utilizzati liberamente, in particolare per pagare fatture urgenti o compensare una perdita di reddito. Xavier Mittaz, padre di Jérémie ospedalizzato in Francia, ha dovuto tenere chiuso il suo negozio per tutto il mese di gennaio e probabilmente fino al rimpatrio di suo figlio in Vallese. “Abbiamo una grossa perdita di guadagno quindi abbiamo difficoltà a pagare le fatture legate alla gestione di questo commercio”, testimonia. Egli guarda quindi con favore agli aiuti messi in atto dal Cantone e “alle catene di solidarietà” attivate a favore delle famiglie colpite.
Secondo le autorità cantonali, le pratiche sono trattate in continuazione e trasmesse alla banca man mano. Circa la metà dei versamenti dovrebbe essere effettuata entro la fine della settimana.

Le vite spezzate di Crans-Montana
Storie 01.02.2026, 20:35









