"E' un grandissimo onore essere qui a festeggiare il suo arrivo". Il presidente del Consiglio di Stato, Manuele Bertoli, ha salutato così Giorgio Napolitano, giunto all’USI di Lugano nella tappa ticinese della sua visita alla Svizzera.
Bertoli - alla presenza del Consiglio di Stato in corpore e del presidente della Confederazione Didier Burkhalter - nel suo discorso, si è poi soffermato sui rapporti di amicizia tra Svizzera e Italia. “Il Ticino è un osservatorio privilegiato dell'Italia. Ci sono problemi complessi comuni che se avremo volontà e capacità riusciremo a risolvere insieme”, ha dichiarato.
Giorgio Napolitano ha invece auspicato che tra i due paesi si possa rafforzare ulteriormente la reciproca amicizia. Consapevole dell’aspro dibattito politico in Italia, esacerbato dalle elezioni europee ormai alle porte, il presidente italiano ha esortato la Svizzera a guardare alla vicina penisola “con serenità e fiducia".
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Giorgio Napolitano in visita all'USI
Importante dispositivo di sicurezza
Ingente il dispositivo di sicurezza organizzato a Lugano per l'arrivo della massima carica istituzionale italiana, giunta in stazione con un treno proveniente da Berna verso le 13.00 e scortato poi in città da una decina d’automobili e da diverse moto della polizia. L’'intera area universitaria è stata messa sotto stretta sorveglianza.
Napolitano era atteso all’università per assistere a una lezione sul valore dell'intreccio culturale tra Svizzera e Italia tenuta dal professor Carlo Ossola e dall'architetto Mario Botta. La sua visita giunge dopo undici anni dall'ultima trasferta in Svizzera di un presidente della Repubblica. Ad arrivare in Ticino fu allora Carlo Azeglio Ciampi.
Red.MM










