Il Gran Consiglio ha approvato lo scorso novembre, con 49 voti a favore, 27 contrari e 9 astensioni, la modifica degli articoli 28 e 29 della legge di applicazione della LaMal, che prevede un taglio ai sussidi di cassa malati. Contro questa decisione PS e Verdi hanno lanciato un referendum, appoggiato anche dall’UDC, che ha dato l’ultima parola ai cittadini ticinesi.
Un risparmio di 14 milioni di franchi
Le modifiche approvate dal Legislativo cantonale riguardano in particolare l’abbassamento dei premi medi di riferimento, su cui si basano i calcoli dei sussidi di cassa malati, del 4.1% per gli adulti e del 5.7% per i minorenni. Si stima che la misura porterà un risparmio di 14 milioni di franchi per le casse cantonali, nell’ottica di un contenimento delle spese. Secondo i fautori della proposta, il taglio delle sovvenzioni è recuperabile senza perdere prestazioni, cambiando modello assicurativo, mentre a perdere il diritto ai sussidi saranno le fasce economicamente meno fragili della popolazione.
Misura inaffidabile e antisociale
Il previsto risparmio di 14 milioni, sostengono gli oppositori, è legato unicamente all’anno in corso e dal 2015 l’aumento dei premi vanificherà in proiezione futura gli effetti finanziari della misura. La riduzione sarebbe anche una misura antisociale, con un effetto negativo sulle fasce economicamente più deboli della popolazione. Una famiglia di 4 persone nella categoria più povera avente diritto ai sussidi perderebbe 410 franchi all’anno in sovvenzioni. Infine, sottolineano i contrari, la misura arriva in concomitanza con un ulteriore aumento dei premi di cassa malati e in un periodo finanziariamente difficile per molte persone.
Red. MM/sf








