È un albero che tutti conoscono perché inconfondibile con le sue foglie a ventaglio e l’aspetto esotico. La palma, il suo nome scientifico Trachycarpus fortunei, è presente in moltissimi giardini ticinesi e colonizza velocemente i boschi minacciando la biodiversità. Anche Falò se n’è occupato.
Da un paio di anni in Svizzera questa pianta rientra nella lista delle specie esotiche invasive e va quindi limitata e dove possibile eliminata. “Il concetto della Sezione forestale è finalizzato al contenimento o all’eliminazione della palma dal bosco - spiega, ai microfoni del Quotidiano, Giovanni Galli, capo ufficio forestale 8 circondario Ticino -. L’origine parte dai giardini, per cui andiamo ad agire anche sui terreni non boschivi, quindi nei giardini privati e pubblici con la collaborazione delle autorità locali”.
Le aziende forestali infatti conoscono bene la problematica e dedicano parte del loro impegno proprio alla lotta alla palma. “Cerchiamo gradualmente di togliere tutte le palme - afferma Romeo Ferrari, responsabile azienda forestale patriziato Ascona -. Nel bosco, dal momento che c’è una forte presenza, svolgiamo un periodo annuale dedicato proprio all’estirpazione di queste piante”.
La palma, grazie all’ordinanza federale, non può più essere commercializzata e piantata e vi è l’obbligo per chi ne possiede nei propri giardini privati di tagliare le infiorescenze per evitare la fruttificazione e la diffusione dei semi nell’ambiente. Si deve intervenire presto, perché, sottolinea ancora Ferrari, “a bacche fresche è già un po’ tardi. Anche se si possono comunque ancora smaltire, però l’operazione va fatta al termovalorizzatore. Il fiore, invece, può essere buttato nel verde. Intervenire per tempo è quindi anche un vantaggio”.
Il lavoro delle motoseghe elimina la pianta invasiva, che in cambio dà poco o nulla. “Il legno di palma purtroppo non è usato, o lo è pochissimo, nella filiera del legno. Oltretutto non brucia e manca di potenza calorica”. Un problema questo che genera anche costi, per cui si spera di avere in futuro degli alleati nella lotta al contenimento. “Da un paio d’anni, in alcune zone, è stata riscontrata la presenza di una farfalla che attacca le gemme della palma. In alcuni comuni ci sono già state delle morie. Teniamo d’occhio dunque quale sarà l’evoluzione di quella che potrebbe essere una sorta di antagonista”.
Per ora è responsabilità di tutti limitare la diffusione delle palme, ma presto la natura stessa potrebbe dare man forte.








