"La sentenza di ieri (lunedì) rappresenta un punto di svolta preoccupante per l’intero sistema sanitario nazionale perché introduce di fatto una responsabilità penale generalizzata per un ospedale". Così l’Ente ospedaliero cantonale (EOC) in un comunicato diramato oggi (martedì) reagisce al verdetto della Pretura penale che gli ha attribuito la responsabilità del contaggio da epatite C, verificatosi nel dicembre del 2013 all'ospedale Civico di Lugano.
"La sentenza estende massicciamente le informazioni che vanno registrate nelle cartelle sanitarie dei pazienti - sottolinea l'EOC -. Se confermata, essa sancirebbe l’obbligo di una struttura sanitaria, quale ad esempio un ospedale, di identificare anche a mesi di distanza l’autore di ogni gesto di routine, medico-terapeutico, con un potenziale impatto sull’evoluzione dello stato di salute del paziente, in particolare nell’ottica di ogni eventuale e imprevedibile futuro procedimento penale. Si tratta di un’esigenza difficilmente praticabile che rischia di generare inefficienza e maggiori costi, senza necessariamente aumentare la sicurezza dei pazienti. Del resto, ogni anno in Svizzera si verificano 70'000 contagi ospedalieri di cui circa 2’000 con esito letale. Quasi mai è possibile identificare la causa del contagio e men che meno l’operatore.".
Red.MM/M.Ang.
Dal Quotidiano:
22.11.2016: L'EOC e la sentenza "preoccupante"
CSI del 22.11.16 - Daniela Giannini in studio con Sharon Bernardi
RSI Info 22.11.2016, 19:13
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