Si fa sempre più pesante il quadro che emerge dall’inchiesta sui disordini avvenuti il 14 gennaio scorso alla Valascia. I ticinesi indagati non sono “solo” i 13 (12 maggiorenni e un minorenne) menzionati nel comunicato stampa diffuso dagli inquirenti. In totale le persone finite sotto inchiesta sono infatti 17.
A quelle fermate mercoledì mattina bisogna infatti aggiungerne altre quattro, che al momento dell’operazione si trovavano fuori casa. Uno perché ricoverato in ospedale; gli altri perché impegnati (per studio o per lavoro) oltre San Gottardo. Chi non l’ha ancora fatto dovrà presentarsi al più presto in polizia. Sommossa l’accusa principale ipotizzata nei confronti di ognuno.
I tifosi già sentiti hanno affermato, in sostanza, di essere intervenuti per impedire agli hooligan losannesi di ferire la gente presente sugli spalti. Ma secondo la procura il loro atteggiamento sarebbe andato ben oltre. A Valascia ormai vuota, quando per il pubblico non c’era più alcun pericolo, si sarebbero scontrati sia con la fazione degli ultrà romandi, sia (successivamente) con la polizia. Le indagini sono coordinate dal procuratore capo Nicola Respini.
Francesco Lepori





