Quello del livello massimo consentito per le acque del Verbano è un tema annoso nelle discussioni tecniche e politiche. Ma con l’accordo di Ticino, Piemonte e Lombardia verrà innalzato già da quest’estate. Si tratta di una deroga di 10 centimetri in più, durante i mesi estivi, per far fronte alla siccità che potrebbe attanagliare l’agricoltura della zona di frontiera.
Il livello del lago fa discutere e non sempre quell’acqua fa parlare tutti la stessa lingua. E’ il minimo che si possa dire e succede almeno dal 1943, da quando fu costruita la diga della Miorina a Sesto Calende: portò l’altezza media a 193 metri, ma si portò via anche qualche spiaggetta.
Da sempre le province italiane di frontiera chiedono più acqua, per abbeverare i campi della Lombardia durante i mesi siccitosi. E anche stavolta l’hanno fatto, per voce dell’Autorità di bacino del Po, responsabile della pianificazione delle risorse idriche.
Ora la situazione sta per cambiare. Sul tavolo, ma è praticamente cosa fatta, c’è un accordo: secondo nostre informazioni, una controproposta più moderata che viene dal Ticino. Ma come si articola?
Anzitutto il lago rimarrà più basso a inizio primavera, e da agosto a settembre, di un metro in più rispetto allo 0 di Sesto Calende. E questo, per non nuocere alle peculiarità naturalistiche e faunistiche delle Bolle di Magadino, nonché per permettere la fruizione turistica delle spiagge e la sicurezza contro eventuali piene estive. Lo si definisce livello pre-sperimentazione: perché dal 2015, e fino all’anno prossimo, ne è in corso una che sta valutando tutte le conseguenze dell’innalzamento a 1 metro e 25. E delle criticità erano già emerse nel primo rapporto.
Inoltre verrà concessa una deroga tra metà aprile e fine luglio, durante i mesi estivi: il livello massimo sarà quindi di 135 centimetri. Ciò significa che ci saranno 20 milioni di metri cubi d’acqua in più per irrigare le colture lombarde. A prima vista sembrano un tesoretto, ma va comparato ai 190 metri cubi al secondo che attualmente vengono rilasciati e il calcolo è presto fatto: servirebbe un giorno e mezzo per quei 20 milioni
Questa decisione, che sarà comunque una sperimentazione, non passerà di sicuro inosservata tra chi si batte per un uso parsimonioso dell’acqua anche in agricoltura e anche in Lombardia.







