Claudio Zali rinuncerà, temporaneamente e fino al termine degli accertamenti, alla responsabilità politica del settore della Magistratura e della Polizia cantonale.
A darne notizia è una nota del Consiglio di Stato che, riunitosi oggi in corpore in seduta straordinaria, ha preso atto dell’apertura di un’istruttoria da parte del Ministero pubblico nei confronti del consigliere di Stato leghista riguardante la questione del minorenne incarcerato alla Farera. “Zali, che ad oggi non è stato sentito dalla Magistratura, ha ribadito di non aver commesso alcuna irregolarità”, riferisce il comunicato stampa.
Il Governo ha successivamente auspicato e accolto la richiesta di Zali riguardante Magistratura e Polizia. In questa fase transitoria la responsabilità sarà assunta dal Governo, esercitata per il tramite della vicepresidente Marina Carobbio Guscetti.

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In merito alle registrazioni audio, il Governo “ha preso atto delle spiegazioni fornite dal presidente del Consiglio di Stato, il quale si riserva di esprimersi pubblicamente al riguardo prossimamente”. L’Esecutivo cantonale afferma di “stigmatizzare ogni forma di violenza e ribadisce la propria ferma condanna nei confronti dell’incitamento alla violenza, anche verbale, e intende inoltre rafforzare a ogni livello la prevenzione e la lotta alla violenza di genere”.

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Sulla vicenda del messaggio di posta elettronica, risalente al luglio 2020, inviato dal Consigliere di Stato Claudio Zali all’allora presidente del Consiglio di amministrazione dell’Ente ospedaliero cantonale, il Governo cantonale ritiene “discutibili i toni e le modalità utilizzate”.
Le spiegazioni della consigliera di Stato Marina Carobbio
In merito al caso del 14enne, Zali ci ha “ribadito di non aver commesso alcuna irregolarità. Attualmente c’è una fase istruttoria da parte del Ministero pubblico: attendiamo informazioni da parte della Magistratura”. Si è espressa così la consigliera di Stato Marina Carobbio (PS) ai microfoni di SEIDISERA, in merito alle vicende che coinvolgono il suo collega di Governo. Sulla rinuncia temporanea della responsabilità politica di giustizia e polizia, spiega Carobbio, c’è stata la richiesta di Zali, “ma c’è stato anche l’auspicio del Governo”.
La RSI ha chiesto alla consigliera di Stato come mai il Governo non ha agito prima. “Abbiamo fatto oggi una seduta straordinaria: ci siamo riuniti al completo e abbiamo approfondito i vari aspetti resi pubblici in questi giorni. E abbiamo preso questa decisione”.

Un'immagine d'archivio di Marina Carobbio
In merito alle registrazioni online, Carobbio ha ribadito quanto scritto nel comunicato ma ha anche affermato, a titolo personale, che: “La lotta alla violenza di genere e alla violenza in generale è un tema prioritario”, aggiungendo che servono pure “mezzi e risorse per affrontarlo e va costruita, a ogni livello, anche politico, una cultura del rispetto”. “Non posso accettare nessuna forma di incitamento alla violenza (…). Nessuna forma di violenza può essere accettata, compresa quella verbale”, ha spiegato.
Per quanto riguarda la lettera inviata a Zali e in copia al Consiglio di Stato dai presidenti di Centro, PLR e PS, per chiedere chiarimenti sui contenuti degli audio diffusi online, questa è stata recapitata venerdì. Perché non riunirsi prima? Perché, risponde Carobbio, “era importante che fossero presenti tutti i membri del Governo e fosse possibile fare una discussione approfondita che ha portato appunto alla decisione di trasferire la responsabilità politica del settore della magistratura e della polizia cantonale da Claudio Zali al Governo, ma di esercitarla per il tramite della mia persona”.
Infine, la mail inviata al vertice dell’EOC da Zali per esigere l’assunzione di una sua conoscente: su questo caso Carobbio ha pure ribadito i contenuti del comunicato stampa, spiegando, a nome del Consiglio di Stato, che: “Riteniamo che questi toni, queste modalità che sono state utilizzate non siano opportune, siano discutibili. Abbiamo detto anche questo elemento nella nostra comunicazione” e anche per questa vicenda “ci saranno delle discussioni e degli approfondimenti ancora nei prossimi giorni”.

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Telegiornale 23.07.2026, 12:30






