Ticino e Grigioni

Zali sterza sui radar

Il consigliere di Stato leghista annuncia una nuova impostazione: meno enfasi sulla velocità, più verifiche sulle condizioni psicofisiche e sul comportamento al volante

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  • 49 minuti fa
Per il consigliere di Stato la sola velocità non basta a spiegare l’insicurezza sulle strade
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Statistica dei reati '25

SEIDISERA 23.03.2026, 18:00

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Di: SEIDISERA - John Robbiani / sdr 

Dopo l’arrocco in Consiglio di Stato e il passaggio del dossier polizia da Norman Gobbi a Claudio Zali, arriva un primo segnale politico chiaro: i controlli radar diminuiranno. Il consigliere di Stato leghista, che da settembre ha assunto la guida del settore, ha annunciato un cambio d’impostazione nella politica dei controlli stradali, sostenendo la necessità di intervenire anche su altri fattori di rischio oltre alla velocità.

Nel tracciare il suo primo bilancio dopo il riassetto dei dipartimenti, Zali ha descritto in termini positivi la situazione trovata al suo arrivo. “Ho trovato quello che immaginavamo: una polizia in buona salute, moderna, efficiente, che produce risultati, che garantisce sicurezza ai cittadini”, ha dichiarato. Ma il punto politicamente più sensibile del suo intervento riguarda proprio i radar, da anni tema identitario della Lega e spesso al centro del dibattito pubblico. Zali ha spiegato che, sommando i controlli della polizia cantonale e di quelle comunali, “abbiamo saturato questo settore”.

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Il Quotidiano 23.03.2026, 19:00

Secondo il consigliere di Stato, infatti, la velocità non è l’unico elemento che incide sulla sicurezza della circolazione. Le statistiche, ha osservato, mostrano che “il fattore conducente è l’elemento debole della circolazione stradale”, ma non soltanto per questioni legate all’andatura eccessiva. A pesare sarebbero anche la distrazione, le condizioni psicofisiche di chi guida e lo stato del veicolo.

Da qui la decisione di allentare la pressione sui radar e di orientare maggiormente i controlli verso altri comportamenti pericolosi. In sostanza, l’idea è quella di lasciare alle polizie comunali “il maggior numero dei radar”, riducendo l’intervento cantonale in questo ambito per concentrare risorse su verifiche diverse e, secondo Zali, finora magari trascurate.

L’obiettivo dichiarato è quindi quello di “verificare altri fattori che, in questa grande voce statistica del comportamento del conducente, concorrono a creare insicurezza al di là della sola velocità”. Resta però inevitabile la lettura politica della scelta. Il ridimensionamento dei radar tocca infatti uno dei cavalli di battaglia storici della Lega, e arriva a circa un anno dalle elezioni. A chi gli chiede se si tratti di una mossa pre-elettorale, risponde senza esitazioni che la domanda è evidentemente lecita... ma respinge l’accusa, rivendicando la libertà del nuovo responsabile politico di affrontare il tema con una sensibilità diversa.

Secondo Zali, la questione riguarda in modo concreto la sicurezza dei cittadini e si lega a timori diffusi tra gli automobilisti. “Quante persone impasticcate o che prendono psicofarmaci sono comunque al volante?”, ha domandato, citando poi anche il problema della guida in stato di ebbrezza e il rischio di incidenti frontali causati da chi invade la corsia opposta.

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