Hervé Falciani in aula a Madrid: il suo furto di dati è all'origine di tutta la vicenda
Hervé Falciani in aula a Madrid: il suo furto di dati è all'origine di tutta la vicenda (keystone)

Il caso Swissleaks

Dall'origine della vicenda Falciani nel 2008 alla pubblicazione dei nomi dei clienti

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Il caso Swissleaks è tornato d'attualità con la pubblicazione dei nomi di oltre 100'000 clienti della HSBC di Ginevra, dati esaminati da un gruppo di 140 giornalisti di una cinquantina di media internazionali. Sono toccate persone di 200 paesi. La vicenda che fa capo ad Hervé Falciani risale però al 2008: l'informatico della filiale di Ginevra della banca britannica HSBC avrebbe iniziato nel mese di febbraio di quell'anno a trasmettere dati confidenziali di detentori di conti a istituti libanesi, al fisco francese e alle autorità di altri paesi. Questo secondo il Ministero pubblico della Confederazione, che lo accusa di spionaggio economico, sottrazione di dati e violazione del segreto commerciale e bancario.

Swissleaks in un colpo d'occhio
Swissleaks in un colpo d'occhio (RSI)

Il franco-italiano avrebbe cominciato a scaricare le informazioni già nel 2006. I dati pubblicati l'8 febbraio risalgono al 2007. Il 22 dicembre 2008 è il giorno in cui Falciani viene identificato e interrogato. La notte dopo aver cominciato a rispondere agli inquirenti, abbandona il suo domicilio e fugge in Francia. Nel 2009 viene spiccato un mandato di arresto internazionale, che nell'estate del 2012 porta al suo arresto a Barcellona. L'estradizione in Svizzera viene però rifiutata e Falciani torna in libertà.

Il caso porta attriti fra Berna e Parigi, quando emerge che il fisco francese si è servito della lista fornita da Falciani. È la Spagna però il primo paese a dare seguito giudiziario al dossier, giungendo a una regolarizzazione di massa delle evasioni, mentre il Belgio e la già citata Francia hanno messo sotto accusa HSBC e lo stesso ha fatto l'Argentina. Bruxelles ha chiesto assistenza alla Svizzera, senza ricevere risposta: Berna, è noto, non collabora visto quando ci si basa su dati rubati.

La banca dal canto suo ha ammesso gli errori della sua succursale elvetica, che avrebbe non solo favorito ma incoraggiato la gigantesca frode internazionale. La filiale "non era stata totalmente integrata nel gruppo dopo il suo acquisto nel 1999", ha spiegato, e per questo il rispetto delle regole ("compliance") e delle procedure di controllo è stato significativamente più bassa.

Dal TG20:

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