Tiro tranquilla, Corniche
Tiro tranquilla, Corniche (Anna Valenti)

Libano, vivere e sopravvivere

A 5 anni dall'inizio del conflitto in Siria, viaggio di Anna Valenti tra persone in fuga dalla guerra

Il suono calmo e delicato delle onde che si infrangono sui frangiflutti, le palme che accompagnano il lungo mare fino all’orizzonte, dove svettano le vestigia romane. Dalla sua Corniche, Tiro sembra una tranquilla città costiera del sud del Libano. Nessuna traccia visibile delle tensioni che si respirano nel paese generate dalla pressante crisi dei rifugiati. Un milione e 200'000 circa, tanti sono i siriani ospitati dal Libano, 140'000 quelli che si sono insediati nelle province meridionali, territorio roccaforte di Hezbollah, nella speranza di avere maggiori chances di trovare un lavoro. Ma qui la vita è precaria, come nel resto del paese.

 

Un viaggio, il nostro, che va oltre le cifre e si addentra nell’umana miseria. I freddi numeri si trasformano così in volti reali, sguardi che si incontrano e storie. Il dolore della guerra. I sogni infranti. La fame, anche di dignità. Il sogno dell’Europa, la fiducia nel futuro, ma sopra ogni cosa la speranza di tornare un giorno in Siria.  È di questo che ci raccontano Ahmet, Jubana, Shady, Amina e altri protagonisti di questa discesa.

Anna Valenti

I reportage:

Un coniuge parte per l’Europa nella speranza di poter ricongiungere la famiglia in un secondo tempo. È solo una delle strategie di sopravvivenza scelte da migliaia di siriani in Libano. Una scelta dolorosa ma necessaria per garantire una vita migliore ai propri figli, non priva di sofferenze e incognite, soprattutto per chi resta: donne e bambini.

Partire ad ogni costo, legalmente o illegalmente. Questo l'obiettivo di migliaia di siriani rifugiati nel sud del Libano. All'origine, condizioni di vita sempre più difficili e poco dignitose, ma anche l'esigenza di dare sicurezza e una vita migliore ai propri figli. La meta: l'Europa...consci dei pericoli e delle difficoltà che comporta.

Avere 15 anni ed essere già moglie e madre. Matrimoni precoci, una delle preocupanti strategia di sopravvivenza adottata da molte famiglie siriane per far fronte alle difficili condizioni di vita nei paesi di accoglienza. Un fenomeno che cresce con l'acuirsi della crisi, come sta accadendo in Libano.

Dai banchi di scuola all’officina, avere 12 anni ed essere l’ancora di salvezza economica della propria famiglia. In Libano e (non solo) il lavoro minorile è un fenomeno in crescita, doloroso effetto collaterale dell’acuirsi della crisi. Non solo importanti pilastri del budget familiare, spesso sono l’unica risorsa per le famiglie irregolari: i ragazzi sotto i 12 anni, infatti, sono esenti dal permesso di residenza, vitale per non essere arrestati e rimpatriati in Siria.

 
Condividi