La nave
La nave "lo Sfinge" (Nicola Agostinetti)

Profughi alla deriva

Missione Mare Nostrum: il diario di viaggio di Nicola Agostinetti a bordo di una nave militare italiana

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Giorno 1

Imbarcarsi e imbattersi in un marinaio con un pezzo di motore grondante olio in mano, non è il migliore degli auspici. La nave è vecchiotta ma solida, mi assicurano; è che gli sbarchi si susseguono a un ritmo tale che non c’è più nemmeno il tempo per la manutenzione ordinaria. Si va e si torna, incessantemente, e si mettono pezze, di rientro in porto, là dove serve.

Salpiamo in tarda mattinata, con due ore di ritardo. In fondo è confortante sapere che esiste un corpo militare che contempla anche i ritardi. Non ho di questi ricordi, dalla mia scuola reclute. La nave si chiama “Sfinge”, una corvetta varata nel 1988, nave piccola, scattante e rognosa, di quelle a cui viene affidato il lavoro sporco.

L'equipaggio
L'equipaggio (Nicola Agostinetti)

A bordo dello "Sfinge"

Si dice lo “Sfinge”, le navi militari sono maschie e maschili: mai nome fu più azzeccato. Sì perché questa nave è un mostro, poco mitologico forse, ma pur sempre un mostro. Minacciosa, aggressiva e per niente bella, d’altronde  è stata concepita per fare la guerra e in guerra l’estetica è l’ultima delle preoccupazioni. E poi, per me almeno, è un vero enigma: lancette, valvole, botole, manometri ovunque, che nemmeno in un sottomarino, e poi cavi, tubi e tubetti, il cui senso, utilità e logica si perdono in questo immenso mare. Labirintico, è un mostro imperscrutabile, lo Sfinge.

Lasciamo il porto di Augusta, angolo maleodorante della Sicilia devastato dalle ciminiere. Direzione Mediterraneo, un punto imprecisato del Mediterraneo. Data di rientro sconosciuta. Velocità di crociera sotto i 10 nodi, per non sollecitare troppo quel pezzo di motore che in mattinata era portato a passeggio sul ponte.

...in mezzo al Mediterraneo

Prima di salpare, mi ha voluto augurare di persona buon viaggio tale capitano Pizzimenta, nato e cresciuto ad Altdorf, canton Uri, posto che più lontano e diverso dal mare non si potrebbe immaginare. Tra quelle che ancora oggi chiama le sue montagne, sognava di diventare marinaio. Ed è diventato un ottimo marinaio, mi confida il capitano di corvetta Pierluca Salassa, comandante dello Sfinge.

Un mare di
Un mare di "piombo fuso" (Nicola Agostinetti)

Sarà lui a condurmi in mezzo al Mediterraneo, dove ogni punto di riferimento svanisce, dove l’acqua sembra piombo fuso, dove il mare può metter davvero paura. E dove incontreremo chi dalla paura ha deciso di fuggire.

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