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Crolla il lavoro interinale

Giù del 22,8% le ore prestate nel secondo trimestre - Swisstaffing: 20'000 dipendenti temporanei rischiano di andare in disoccupazione

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La crisi del coronavirus ha scosso fortemente il settore del lavoro interinale: il numero di ore prestate nel secondo trimestre è diminuito in media in Svizzera del 22,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un impatto ancora maggiore in Ticino e in Romandia.

Un sondaggio condotto dall'istituto gfs-zürich tra i membri dell’associazione di categoria Swissstaffing rivela che durante il confinamento, il numero di lavoratori temporanei nelle due regioni è diminuito dell’80-90%, a fronte di un calo del 40% nella Svizzera tedesca. Questa flessione, afferma Swisstaffing, non dipende tanto dai licenziamenti quanto piuttosto dalla scadenza di contratti a tempo determinato e dalla mancanza di nuove assunzioni.

Per quanto riguarda il ricorso alle ore di lavoro ridotto, l’associazione ricorda che ad essere interessati sono attualmente circa 20’000 dipendenti temporanei e che la loro situazione rischia di aggravarsi il 31 agosto, quando scadrà l’ordinanza di necessità del Consiglio federale.

“È incomprensibile che l’ordinanza del Governo non venga prorogata fino all’approvazione della nuova legge Covid-19 da parte del parlamento”, afferma il presidente di Swissstaffing Leif Agnéus, aggiungendo che la mancanza di una soluzione metterà inutilmente a repentaglio numerosi rapporti di lavoro temporanei dall’inizio di settembre.

ATS/eb
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