Il taglio del tasso non ha sconvolto gli scambi a New York. Gli interrogativi sul futuro restano aperti (Keystone)

La FED taglia ancora i tassi

Seconda riduzione dello 0,25% del costo del denaro negli Stati Uniti. Donald Trump irato. La BNS renderà note le sue mosse giovedì

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La Banca centrale americana (FED) ha annunciato mercoledì un nuovo calo dei tassi di interesse dello 0,25%, il secondo in due mesi. La decisione di portare il tasso direttore tra l'1,75% e il 2%, ampiamente attesa dai mercati, è stata adottata a maggioranza. Tre membri del comitato su dieci hanno votato contro la misura che potrebbe essere ribadita entro la fine dell'anno per contrastare un aumento dei rischi per l'economia. Per quest'anno la FED ha ridotto le prospettive di crescita dal 2,2 al 2,1%. Per il 2020 stima invece un aumento del prodotto interno lordo del 2% con un'inflazione dell'1,9%.

 

La reazione di Donald Trump non si è fatta attendere. Il presidente che aveva chiesto un taglio ben più consistente per portare il costo del denaro vicino o sotto lo zero ha manifestato la sua ira nei confronti della FED e del suo presidente Jay Powell via Twitter. "Hanno fallito di nuovo. Niente coraggio, nessun senso, nessuna visione!", ha scritto.

 

La decisione della FED era attesa anche in Europa, dopo che la scorsa settimana la BCE ha: annunciato una revisione delle stime di crescita, ridotto i tassi e rilanciato il programma di riacquisto di titoli pubblici. Giovedì la Banca nazionale svizzera (BNS) renderà nota la sua valutazione della politica monetaria elvetica. Gli analisti non è escludono che riveda ulteriormente il tasso direttore. Ora è a -0,75% ed è già il più basso al mondo.

ATS/Diem
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