La Svizzera fa scuola di riciclaggio

Il mondo è invaso da 54 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici ma soluzioni al problema potrebbero arrivare dalla Confederazione, dove il tasso di riciclaggio raggiunge il 95%

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Telefoni, computer, televisori, ma anche frigoriferi, aspirapolvere… Secondo gli ultimi dati delle Nazioni Unite, nel mondo ci sono già 54 milioni di tonnellate di questi rifiuti buttati nella natura. Immense discariche a cielo aperto, soprattutto in Africa occidentale e in Asia, che oltre ai danni ambientali creano disastri sanitari ad intere popolazioni. Dato ancora più allarmante, secondo delle stime nel 2030 si arriverà a 74 milioni di tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici dispersi nell’ambiente.

Uno dei problemi, a monte, è l’esportazione non controllata dai paesi occidentali. In questo senso, la Svizzera ha raggiunto qualche risultato. Già promotrice della Convenzione di Basilea sul controllo oltre frontiera dei rifiuti pericolosi, in luglio alla Conferenza di Ginevra sul tema, la Confederazione è riuscita a far accettare nuovi accordi internazionali più restrittivi, che dovrebbero aiutare a combattere la partenza illegale di questi rifiuti oltremare.

Svizzera: esempio virtuoso

La Svizzera inoltre fa scuola, a molti paesi europei, per il modello di gestione dei rifiuti introdotto quasi 20 anni fa. Il sistema svizzero si basa su cooperazione, praticità e un finanziamento misto ed è gestito da un’organizzazione senza scopo di lucro che dialoga con tutti gli attori del settore, la SWICO. La tassa di smaltimento sui rifiuti elettronici è stata introdotta nel 2005 e per gli addetti ai lavori è la chiave del successo di un sistema considerato un’eccellenza mondiale. La tassa anticipata incentiva il corretto smaltimento perché il consumatore non deve pagare per un prodotto rotto, permette un’equa retribuzione dei riciclatori che sovvenziona parzialmente e coinvolgendo tutti i partner riesce a tenere bassi i costi e quindi la stessa tassa di smaltimento.

In 20 anni si è passati da 5 a 15 kg di rifiuti elettronici smaltiti per abitante. Come termine di paragone, una direttiva UE richiede di smaltirne almeno 4 chili.

Nel nostro paese il tasso di riciclaggio di prodotti elettrici ed elettronici raggiunge il 95%. A livello mondiale meno del 20% dell’e-waste viene smaltito in maniera controllata.

Questo e altri temi sono stati affrontati dalla trasmissione Tempi Moderni (#rsitempimoderni) il magazine economico della RSI in onda ogni domenica alle 21:55 si RSI LA1. La trasmissione è disponibile anche online:

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