Orologeria particolarmente penalizzata dalla crisi del coronavirus (keystone)

La pandemia affossa l'export

Il commercio estero svizzero in netta flessione nel 2020 - Male l'orologeria, bene la farmaceutica e gli scambi da record con la Cina

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La pandemia di coronavirus, come nelle attese, ha condizionato pesantemente il commercio estero svizzero nel 2020: le esportazioni sono scese del 7% a 225 miliardi di franchi, mentre le importazioni sono diminuite dell'11% a 182 miliardi. Lo scarto fra i due dati fa sì che la bilancia commerciale si chiuda con un eccedenza da primato di 43 miliardi di franchi.

Dopo quattro anni di crescita "siamo tornati ai livelli del 2017", sottolinea l’Amministrazione federale delle dogane, che ha rilevato un crollo storico degli scambi nel secondo trimestre, prima di una ripresa nel terzo e nel quarto.

La flessione delle vendite all'estero tocca tutti i settori e tutte le principali aree geografiche (-6,1% di cifra d'affari in America del Nord, - 6,2% in Europa e -8,8% in Asia), con l'eccezione del ramo chimico-farmaceutico (+1,6%) e della Cina, che fa segnare un nuovo record in entrambe le direzioni di scambio.

Il colosso asiatico ha tenuto a galla anche il settore orologiero, che da solo rappresenta la metà delle esportazioni perse. Sarebbe andata anche peggio infatti senza i clienti cinesi, che hanno comprato orologi svizzeri per 2,4 miliardi di franchi (+20%, ma addirittura +50% nella seconda metà dell'anno). Nel complesso, le esportazioni sono però come detto calate -  del 22%, da 22 a 17 miliardi - con andamenti simili in tutti i principali mercati, da Hong Kong a Singapore, passando per gli Stati Uniti, il Giappone, il Regno Unito e la Germania.

L'orologeria è stata molto colpita dalla crisi sanitaria e dalle restrizioni che questa ha imposto in particolare al turismo internazionale, constata l'associazione del ramo FH. Di riflesso, c'è stata però anche un'accelerazione del processo di digitalizzazione dei rapporti con i clienti e di una parte crescente delle vendite.

 

Le difficoltà non hanno risparmiato nemmeno il gigante Swatch, che ha annunciato un fatturato in calo del 32,1% a 5,6 miliardi di franchi e una perdita netta di 53 milioni nell'esercizio 2020. Quello precedente si era chiuso con un utile di 748 milioni.

Commercio svizzero, 2020 nero

Commercio svizzero, 2020 nero

TG di giovedì 28.01.2021

 
ATS/pon
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