Il CEO Ralph Hamers (keystone)

Non c'è crisi per UBS

Altro che trimestre debole: la prima banca svizzera ha conseguito fra luglio e settembre un utile netto di oltre 2 miliardi di franchi

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UBS ha mandato agli archivi il terzo trimestre dell'anno - quello tradizionalmente più debole - con cifre in rialzo rispetto al 2020 ma anche migliori delle attese della vigilia. Il leader bancario elvetico ha conseguito un utile netto di 2,28 miliardi di dollari, +8,9% su base annua.

I ricavi, precisa un comunicato, sono cresciuti del 2,2% a 9,13 miliardi, mentre i costi operativi sono stati ridotti dell'1,5% a 6,26%. Ne consegue un utile prima del versamento delle imposte di 2,87 miliardi, superiore dell'11% a quello annunciato 12 mesi fa. Tutte le principali divisioni hanno approfittato di condizioni di mercato favorevoli e di un clima positivo fra gli investitori "nonostante i tempi incerti", come ha sottolineato il CEO, l'olandese Ralph Hamers.

Secondo l'istituto, che amministra patrimoni per 4'432 miliardi, sono stati i tre mesi migliori da quelli con cui era iniziato il 2015. Prendendo in considerazione solo i terzi trimestri, non se ne vedeva uno simile dal 2007.

 
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