Pensioni, che fare

Le alternative per il secondo pilastro

Pensioni, il dibattito continua

A pochi giorni dalla votazione sulla riforma dell’ AVS, diamo uno sguardo al secondo pilastro: l'approfondimento di Tempi Moderni

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Il sistema svizzero di previdenza per la vecchiaia è come noto basato su tre pilastri. I primi due (AVS e Cassa pensioni) sono obbligatori, il terzo è invece basato sulle scelte di risparmio individuale. Il secondo pilastro offre diverse possibilità di essere incassato. Si può optare per la rendita, per il ritiro del capitale oppure per un sistema misto. Molto dipende dalla situazione finanziarie e patrimoniale in cui si trova la persona che smette di lavorare. E anche dalla sua speranza di vita, quindi indirettamente dallo stato di salute, come spiega a Tempi Moderni Dino Giuliani, consulente presso VZ Vermögenszentrum.

Spesso a fomentare dibattito e polemiche ci sono poi le decisioni prese dalle casse, come dimostra la protesta di piazza organizzata settimana scorsa a Bellinzona dai dipendenti pubblici contro il prospettato taglio del 20 per cento delle rendite. E la questione non riguarda solo gli over 65: sono sempre i giovani che iniziano a pensare a come affrontare finanziariamente la vecchiaia chiedendo una consulenza in materia.

Il sistema, aggiunge Dino Giuliani, ha insomma bisogno di una riforma incisiva che permetta di affrontare il problema principale ossia l’invecchiamento della popolazione. E trovare una soluzione spetterà alla politica, a cui il lavoro di certo non manca..

L’esempio dell’edilizia

Esattamente vent’anni fa, nel 2002, il mondo dell’edilizia era in fermento. I sindacati scendevano in piazza per chiedere a gran voce la possibilità per gli operai di andare in pensione anticipata a 60 anni. Dopo laboriose trattative le parti sociali raggiunsero un accordo per permettere agli operai di ritirarsi in anticipo da un’attività logorante e faticosa. Un accordo (denominato PEAN) entrato in vigore nel 2003 e che pone condizioni precise, come spiegano a Tempi Moderni l’impresario Erik Pinchetti e il sindacalista Dario Cadenazzi. Un accordo che rimane comunque una delle principali conquiste sociali ottenute dal mondo sindacale e che – dopo qualche difficoltà finanziaria nel 2019 – è stato rivisto e rimane sostenibile: le imprese finanziano il sistema versando una quota del 5,5% sul salario soggetto all’AVS, gli operai con il 2,25%. Anche in questo caso tuttavia oltre all’invecchiamento della popolazione c’è un’altra incognita ossia che un gran numero di operai della generazione dei “baby boomers” vada in pensione simultaneamente.    

Pensione anticipata

Pensione anticipata

L'esempio dell'edilizia

 

Questo e altri temi sono stati affrontati dalla trasmissione Tempi Moderni (#rsitempimoderni) il magazine economico della RSI in onda ogni domenica alle 21:55 si RSI LA1. La trasmissione è disponibile anche online:

Pensioni, che fare?

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Non solo AVS, c'è anche il secondo pilastro

 
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