Colpo di scena (keystone)

UBS, schiaffo ai vertici

L'assemblea respinge il discarico per direzione e consiglio di amministrazione - Via libera, invece, al rapporto sulle remunerazioni

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L'assemblea generale di UBS ha respinto giovedì il discarico della direzione e del consiglio di amministrazione per l'esercizio 2018: la proposta di mettere i vertici al riparo da azioni di responsabilità è stata approvata solo dal 41,7% dei votanti presenti alla riunione a Basilea. Il voto non ha una conseguenza giuridica immediata per i top manager della banca, ma rappresenta un segnale che difficilmente potrà essere ignorato.

RG 18.30 del 02.05.2019 Il servizio di Johnny Canonica
RG 18.30 del 02.05.2019 Il servizio di Johnny Canonica
 

Il malumore degli azionisti - all'assemblea di Basilea ne sono presenti 1254, che controllano il 76% dei diritti di voto - è dovuto alla voragine finanziaria apertasi con il processo in Francia: in febbraio la banca è stata condannata a pagare 4,5 miliardi di euro (multa di 3,7 miliardi e risarcimento danni per 800 milioni) per aver aiutato sistematicamente i clienti ad evadere il fisco.

Non pochi ritengono che il costo della vicenda avrebbe potuto essere assai più contenuto se i vertici avessero optato per un accordo extragiudiziale. I dirigenti - primo fra tutti il Ceo Sergio Ermotti - respingono veementemente queste critiche: a loro avviso non vi erano spazi di manovra per un'intesa accettabile.

È stato per conto approvato (con il 79,4% dei voti) il rapporto sulle remunerazioni. Due importanti istituzioni, Ethos e ISS, avevano raccomandato la bocciatura del discarico e dei compensi, mentre una terza, Glass Lewis, propendeva per l'astensione sul primo oggetto e per il "sì" sul secondo.

UBS, schiaffo alla dirigenza

UBS, schiaffo alla dirigenza

TG 20 di giovedì 02.05.2019

 
ATS/pon
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