Keystone (Archivio)

Un'altra voragine miliardaria

Credit Suisse tra i grandi istituti coinvolti nella crisi del fondo speculativo Archegos Capital - Le azioni della banca in calo di oltre il 10%

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La crisi del fondo speculativo statunitense Archegos Capital Management, costretto dalle banche creditrici a liquidare venerdì scorso miliardi di dollari di azioni di diversi gruppi che hanno visto il loro valore calare di svariati punti percentuali (tra cui ViacomCBS, GSX Techedu, Baidu e Discovery), ha avuto pesanti effetti su alcuni grandi istituti. Nel lotto, stando a numerosi specialisti, vi sono Credit Suisse, Nomura, Deutsche Bank, Morgan Stanley, Goldman Sachs.

La banca elvetica, già coinvolta nella vicenda legata alla società di investimenti Greensill, lunedì ha reso noto che potrebbe subire una perdita “molto significativa” per i suoi risultati del primo trimestre a causa dall’uscita da un importante hedge fund, senza specificarne il nome né quantificare il danno. Nei primi scambi della settimana alla Borsa di Zurigo il titolo di Credit Suisse ha subito perso all’incirca 10% del valore. Meno del 16% perso in Asia dal colosso giapponese Nomura che ha annunciato una possibile perdita di 2 miliardi di dollari.

Secondo i media economici internazionali il fondo speculativo fondato dal finanziere Bill Hwang sarebbe stato costretto dai creditori a sbarazzarsi di azioni per volumi enormi: 20 miliardi di dollari stando a Bloomberg, 30 miliardi secondo il Wall Street Journal. Il fondo sarebbe sotto pressione non essendo riuscito ad onorare le richieste delle banche di investimento dopo il crollo della quotazione di ViacomCBS, colosso americano dei media nato nel 2019 dalla fusione fra Viacom e CBS.

La questione è al centro dell'attenzione anche da parte della FINMA. L'autorità di vigilanza sui mercati finanziari lunedì ha reso noto di essere a conoscenza del caso internazionale che coinvolge diverse banche e sedi internazionali. Ad informarla è stata il Credit Suisse.

Le spiegazioni di Marzio Minoli (redazione economica)

“Credit Suisse, con altre banche, ha prestato soldi a questo grosso cliente per effettuare degli investimenti in borsa, ma che si è ritrovato in difficoltà. Le perdite per la banca svizzera, non ancora quantificate, derivano dal fatto che le banche hanno dovuto vendere i titoli posseduti da questo hedge fund in quanto le garanzie depositate non erano più ritenute sufficienti. Si è applicato quello che in gergo si chiama "margin call", ovvero la richiesta di più fondi a garanzia.  Perché si sono venduti i titoli? Semplicemente perché il fondo in questione non è stata in grado di versare i soldi richiesti. Ecco quindi che si sono iniziate a vendere le posizioni di questo cliente, per recuperare il massimo possibile. Il problema qual è stato? Le vendite sono state talmente tante, da far crollare il corso di alcuni titoli, quindi non si è riusciti a coprire tutto quanto prestato.

Le banche solitamente fanno questo genere di operazioni, quindi gestiscono l'operatività di grossi clienti, e prestano loro anche i soldi per poter operare "a leva" come si dice. Cioè io posso acquistare, ad esempio, 1'000'000 di dollari di un titolo, mettendo a garanzia il 1-2-5%, ma anche prendendo a prestito i soldi. Solitamente queste operazioni non pongono grossi problemi, perché i clienti sono solidi, ma in questo caso è andata male. Questo fondo era infatti molto esposto su alcuni titoli americani e cinesi, soprattutto del settore tecnologico.

RG 12.30 del 29.03.2021 - Le spiegazioni in diretta di Marzio Minoli
RG 12.30 del 29.03.2021 - Le spiegazioni in diretta di Marzio Minoli

 
Diem/ATS
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