Il prezzo del petrolio si è impennato lunedì dopo che gli attacchi iraniani hanno interrotto il traffico nello Stretto di Hormuz. La reazione di Tehran è seguita ai bombardamenti di Israele e Stati Uniti che hanno ucciso il leader supremo iraniano Ali Khamenei.

Dopo aver toccato un rialzo massimo del 13% il Brent veniva scambiato a inizio mattinata a 78,80 dollari a barile con un progresso dell’8,28% mentre il West Texas Intermediate passava di mano a 72,24 dollari al barile con un rialzo del 7,79%.
Lo Stretto di Hormuz, tra Iran e Oman, è cruciale per il commercio globale. Ogni giorno attraverso questo passaggio transita petrolio equivalente a un quinto della domanda mondiale, proveniente da Arabia Saudita, Emirati Arabi, Iraq, Iran e Kuwait.
Oltre 200 navi, tra petroliere e navi per il gas liquefatto, sono ancorate fuori dallo Stretto secondo i dati di domenica. Tre petroliere sono state danneggiate e un membro dell’equipaggio è morto negli attacchi di domenica nelle acque del Golfo.
I paesi asiatici stanno valutando le riserve disponibili e cercando forniture alternative. La Corea del Sud ha annunciato che offrirà petrolio dalle proprie riserve alle industrie locali se le interruzioni dovessero prolungarsi. L’India sta esplorando rotte marittime alternative.
L’OPEC+ ha concordato domenica un modesto aumento della produzione di 206’000 barili al giorno per aprile.
Le scorte globali visibili di petrolio ammontano a 7,827 milioni di barili, sufficienti per 74 giorni di domanda, un livello vicino alla media storica, secondo Goldman Sachs.
Vari analisti prevedono che il Brent resterà tra 80 e 90 dollari al barile questa settimana. La loro previsione di base è che la leadership iraniana cambi o che il regime muti abbastanza da fermare la guerra entro una o due settimane.

Testimonianza di un ticinese a Dubai
Telegiornale 01.03.2026, 12:30
Arabia Saudita: chiusa la raffineria Ras Tanura, una delle più grandi in Medio Oriente
La raffineria di petrolio di Ras Tanura, in Arabia Saudita, è stata attaccata stamattina da un drone: lo ha annunciato il ministero della difesa del Paese. Le autorità hanno abbattuto il velivolo in avvicinamento e non sono stati segnalati feriti.
L’annuncio segue un precedente rapporto di Bloomberg secondo cui la compagnia petrolifera statale saudita Aramco aveva sospeso le operazioni presso la raffineria di Ras Tanura dopo un attacco con un drone nella zona. Il complesso di Ras Tanura ospita una delle più grandi raffinerie al mondo, con una capacità di 550’000 barili al giorno.
L’importanza dello Stretto di Hormuz
Lo Stretto di Hormuz è uno dei passaggi marittimi più strategici al mondo: collega il Golfo Persico all’Oceano Indiano e attraverso le sue acque transita circa un quinto del petrolio consumato globalmente. Arabia Saudita, Emirati, Iraq e Kuwait esportano da qui gran parte del loro greggio. Ogni tensione militare nell’area – come nel confronto tra Iran, Stati Uniti e Israele – alimenta timori di blocchi o attacchi, con immediate ripercussioni sui prezzi dell’energia e sui mercati internazionali.

Le conseguenze della chiusura dello stretto di Hormuz
Telegiornale 01.03.2026, 20:00









