Ucraina, la cronaca

TG 20 di venerdì 18.03.2022

"È ora di colloqui per la pace"

Il presidente ucraino, a oltre tre settimane dall'invasione russa, invoca un incontro - Le truppe di Mosca entrano nel centro di Mariupol

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Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un videomessaggio diffuso sabato notte su Facebook, ha dichiarato che “è arrivato il momento per un incontro", aggiungendo che “il dialogo è l’unica possibilità che ha la Russia per limitare il danno provocato dai suoi errori”.

Poco prima, il capo negoziatore russo, Vladimir Medinsky, aveva tuttavia affermato che un incontro tra il presidente ucraino e il leader del Cremlino Vladimir Putin non sarebbe stato possibile senza prima il testo di un trattato. “Successivamente, il testo dovrebbe essere siglato dai ministri degli Esteri e approvato dai Governi". Poi si potrà parlare di una possibilità di incontro tra i due presidenti, ha spiegato Medinsky.

Diversi round di trattative fra le delegazioni di Kiev e Mosca non hanno infatti portato finora a nulla di concreto, mentre la Russia – seppur con diverse difficoltà – non accenna a diminuire la pressione militare in Ucraina, invasa dallo scorso 24 febbraio.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky (keystone)

I negoziatori russi hanno tuttavia riconosciuto che sono stati fatti dei passi avanti, soprattutto per quanto riguarda lo statuto di neutralità che con ogni probabilità avrà l’Ucraina alla fine del conflitto così come per la demilitarizzazione del paese. Restano però posizioni divergenti in merito alle garanzie di sicurezza invocate da Kiev, che ha sottolineato come la posizione dell’Ucraina resti quella di una cessate il fuoco immediato, unito al ritiro delle truppe di Mosca e a garanzie di sicurezza forti e concrete.

La cronaca di venerdì

Il reportage da Leopoli

Il reportage da Leopoli

TG 20 di venerdì 18.03.2022

Si combatte casa per casa a Mariupol

Sul fronte militare, la giornata di ieri, venerdì, è stata contraddistinta da un bombardamento nei pressi dell’aeroporto di Leopoli, che ha scosso la città dell’ovest, finora lontana dal fronte di guerra. Nel sudest, invece, a Mariupol, si combatte ormai casa per casa e gli scontri sono arrivati fino nel centro della città, assediata da due settimane dalle forze armate russe. I bombardamenti hanno distrutto anche il teatro cittadino. A due giorni dal bombardamento dell’edificio, il bilancio delle vittime resta però incerto: le autorità sostengono che nel sottosuolo avevano trovato rifugio centinaia, forse migliaia di  civili. Il rifugio antiaereo ha però retto all’urto delle bombe e finora almeno 130 persona sono uscite vive dalle macerie, ma i soccorritori sono tuttora alla ricerca di dispersi.

Mariupol è uno dei fronti più caldi del conflitto: oltre 9'000 persone sono state evacuate, ma moltissime altre sono restate nella città portuale sul mare di Azov. 

La presa di Mariupol rappresenterebbe una svolta importante nella guerra e consentirebbe alla Russia di garantire la continuità territoriale tra le sue forze provenienti dalla Crimea annessa (sud) e le truppe del Donbass (est).

Il presidente russo Vladimir Putin venerdì durante un discorso alla nazione
Il presidente russo Vladimir Putin venerdì durante un discorso alla nazione (keystone)

Telefonata Biden-Xi Jinping

Sul fronte diplomatico, ieri si è tenuto il colloquio tra il presidente statunitense, Joe Biden, e il presidente cinese, Xi Jinping: Biden ha avvertito la Cina che in caso di un sostegno militare o finanziario alla Russia, ci saranno delle conseguenze. Da parte sua, Xi ha dichiarato che “la crisi ucraina è qualcosa che non vogliamo vedere”, senza tuttavia condannare l’offensiva militare lanciata da Vladimir Putin.

Biden-Xi, scambio di vedute

Biden-Xi, scambio di vedute

TG 20 di venerdì 18.03.2022

Agenzie/Red.MM
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